(ASI) Roma, - “Il Movimento 5 Stelle lo dice da quando esiste. Non si combatterà mai davvero alcuna guerra alla corruzione ed al malaffare se alla condanna per i reati contro la P.A. dei c.d. ‘colletti bianchi’ non seguirà una pena detentiva importante proporzionale al danno arrecato alla cosa pubblica.

Un principio semplice, ma finora mai applicato. Basti ricordare che al 31 dicembre 2017, il numero dei detenuti per reati connessi alla corruzione nelle carceri italiane era di 370 unità, lo 0,6% del totale. Un dato che contrasta in maniera eclatante con la realtà dei fatti. Per questo il ddl anticorruzione – finalmente – prevede che i corrotti scontino la propria condanna in carcere. Su questo non abbiamo né avremo mai nessun dubbio. Mentre l'Europa plaude alle nuove misure anticorruzione approvate da questo Governo - c'è stato l'apprezzamento finanche della Merkel, ma anche dei vertici del GRECO (gruppo di stati contro la corruzione) - in Italia qualcuno forse vuole mantenere il Paese nella palude. I cittadini, tuttavia, vogliono il cambiamento, vogliono fermezza e determinazione nella lotta alla corruzione, l'hanno esplicitato forte e chiaro il 4 marzo. E lo avranno”. Così in una nota il senatore M5S Nicola Morra.

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