(ASI) “La proroga a settembre della cessione di Ilva ad Arcelor Mittal non pesi sulle spalle dei lavoratori dell’acciaieria, dell’indotto e della città di Taranto, già pesantemente provati dai danni creati da una gestione scellerata da parte dell’amministrazione straordinaria e dei governi Renzi e Gentiloni.

Il ministro Di Maio ci dica anche quali sono gli aspetti da approfondire, la proroga deve essere spiegata: Palazzo Chigi punta alla chiusura degli impianti o a ottenere il massimo per Taranto? Invitiamo Di Maio a valutare il percorso sino a ora compiuto, in primis sulle bonifiche, prevedendo ispezioni per capire sul posto cosa è stato fatto e l’impatto concreto delle azioni fin qui compiute, senza accontentarsi di una visione superficiale. Serve sapere con chiarezza a che punto del percorso della cessione si sia effettivamente, se ci sia ancora la disponibilità a intervenire su alcuni aspetti e come, nel segno di quella trasparenza indispensabile che purtroppo, proprio nella giornata di ieri ci è stata negata in commissione Ambiente alla Camera. L’audizione dei commissari di Ilva non è più differibile, il Parlamento ha il dovere, nonché il diritto, di interloquire con tutti i protagonisti della vicenda e di conoscere ogni passaggio dell’iter di vendita e dei piani di risanamento ambientale. In gioco non c’è solo il futuro di 15 mila lavoratori, ma la sopravvivenza di un sistema economico e sociale già in ginocchio. Non si neghi ai parlamentari, con motivazioni inaccettabili, e ai cittadini, il diritto di capire a che punto siamo e a che gioco stia giocando il Governo”, lo dice l’onorevole Vincenza Labriola di Forza Italia.

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