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(ASI) "Solo un uomo profondamente reazionario, di fronte alla giusta rivolta dei lavoratori della Fincantieri di Castellamare, può invocare l’intervento dell’esercito.

Se poi queste parole escono dalla bocca del sindaco, significa che non sa fare il suo mestiere, che è quello di difendere gli interessi della città che governa a partire dall’occupazione e delle poche attività industriali che ancora esistono, duramente minacciate dal piano Fincantieri, cosi come hanno fatto altri sindaci". Lo dichiara Dino Tibaldi, responsabile industria Pdci-Federazione della Sinistra. "Quando esplode 'la rabbia dei poveri'- continua Tibaldi- "non è minacciando repressioni che si risolvono i problemi. I lavoratori che lottano, scendono in piazza, occupano i luoghi del governo della città anche in modo violento, sono il segno della disperazione di chi non ha più nulla da perdere se non le proprie catene. Se poi la loro lotta trova il sostegno della città, e financo delle più alte gerarchie ecclesiastiche, significa che hanno assolutamente ragione. Al sindaco di Castellammare, conclude Tibaldi, ci permettiamo di dare un consiglio: chieda scusa alla città ed ai lavoratori e faccia il suo mestiere di sindaco schierandosi al loro fianco. Diversamente abbia il coraggio di farsi da parte".

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