(ASI) "Sono stato in Russia convinto di essere nel giusto, perché sto lavorando per contribuire alla nascita di una grande coalizione internazionale per sconfiggere l'Isis.

Se non saremo capaci di respingere l'offensiva islamista non riusciremo neanche a risolvere il drammatico problema dell'immigrazione. Serve una grande coalizione contro la violenza del male.

Bisogna intervenire in tante situazioni: in Iraq con il califfato; in Siria, con 5 milioni di persone già emigrate e infine in Libia, dove ci sono, pare, 30-50mila vittime, in seguito a guerre fra tribù, con un milione di libici espatriati in Tunisia.

Il problema immigrazione è enorme. Eravamo stati tra i primi a denunciare quello che sarebbe accaduto senza un intervento delle organizzazioni internazionali.

Avevamo risolto, ero riuscito a convincere l'Europa a partecipare a iniziative economiche. L'egoismo di alcuni Paesi, la cecità di altri, ha fatto crollare quel progetto.

L'Europa non può voltare la testa da un'altra parte, le radici cristiani ci impongono solidarietà.

Dobbiamo investire per i campi di accoglienza in quei Paesi.
Bisogna intervenire in Libia per bloccare le organizzazioni trafficanti di essere umani con il blocco imbarcazioni.
Dirò tutto questo ai capi dei governi del Ppe in occasione del congresso di Madrid il 21 e 22 settembre".

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