(ASI) Roma - "Abbiamo appreso pochi giorni fa da fonti di informazione della morte del giovane alpino Giuseppe Macena, stroncato a soli 33 anni

da una grave malattia, presumibilmente contratta a seguito della missione militare in Kosovo da lui svolta tre anni fa". Lo affermano i deputati Basilio, Bernini, Corda, Frusone, Rizzo e Tofalo, componenti del Movimento 5 Stelle presso la Commissione Difesa della Camera dei deputati, commentando la notizia del decesso, avvenuto il 18 agosto scorso a causa di una grave leucemia, del Sergente Maggiore Capo Scelto Giuseppe Macena, originario di Pompei ma da tempo residente a Maddaloni (Caserta).

"In primo luogo, come cittadini e componenti della Commissione Difesa della Camera, sentiamo di esprimere profondo cordoglio alla famiglia per la tragica scomparsa del giovane soldato – proseguono i deputati – ma di fronte a tali notizie è necessario approfondire le cause che hanno provocato la morte di un giovane di 33 anni. Qualora si accertasse la correlazione tra la partecipazione del giovane alpino alla missione militare nei Balcani ed il contagio della leucemia, il Governo sarà tenuto a fornire risposte chiare su un nuovo caso di <<morti bianche>> nel settore della Difesa. Indossare una divisa e servire la Patria non può significare perdere la vita, per cause apparentemente ignote, a soli 33 anni".
"Dopo una serie innumerevole di morti "sospette", a causa dell'uranio impoverito, è giunto il momento di fare chiarezza, anche attraverso l'ausilio di una nuova Commissione parlamentare d'inchiesta – da noi del Movimento 5 Stelle fortemente voluta – per fare luce sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito i militari impiegati in missioni all'estero. Di fronte a simili tragedie il Governo ed i vertici militari hanno il dovere di divulgare le informazioni in loro possesso, per rendere giustizia a chi è morto ed a chi è condannato a morire a causa dell'esposizione all'uranio impoverito, con il quale sono state arricchite armi utilizzate non dalle Forze Armate italiane ." Cosi' concludono i deputati.


Redazione Agenzia Stampa Italia

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