(ASI) "Oltre a non consentire l'esercizio della libertà di scelta educativa delle famiglie, in ragione di un esagerato egualitarismo che ha anche bloccato l'ascensore sociale, si colpiscono le scuole cattoliche applicando proprio lo stesso principio di uguaglianza

negato per l'accesso al loro finanziamento. L'applicazione dell'Imu alle scuole paritarie è un paradosso, si riconducono le loro funzioni educative nell'alveo delle attività commerciali per il solo fatto che gli alunni pagano una retta. Previsione normativa che comporterà un aggravio sui bilanci di queste scuole che gia' stentano a sostenersi. In coerenza con le indicazioni fornite dal Mef in merito alle all'applicazione dell'Imu, lo stesso Miur aveva stabilito un principio, per cui se la retta non avesse superato il costo medio dello studente per le scuole statali, le scuole paritarie sarebbero state escluse dal pagamento della tassa. Ora la Cassazione ribalta questo principio, non considerando che la retta rappresenta solo la copertura dei costi di funzionamento delle scuole paritarie, per l'erogazione del servizio educativo. Si continua a nascondere che queste sono risorse che lo Stato risparmia, in quanto il costo studente viene sostenuto dalle famiglie attraverso il pagamento della retta. In questo modo, non solo viene negata la funzione pubblica svolta da questi istituti, a garanzia del pluralismo educativo, ma, sopperiscono a mancanze dello Stato nel coprire l'offerta, soprattutto nella scuola dell'infanzia. Cosi' la stessa parità è solo un'altra ipocrisia". E' la dichiarazione della deputata di Forza Italia Mariastella Gelmini.


Redazione Agenzia Stampa Italia

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