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(ASI) Si è svolto sabato scorso nella cittadina bresciana di Ghedi, organizzata dai ragazzi di Casa Pound Italia di Brescia, un interessante convegno sulla spinosa delle servitù militari. Relatori dell’evento Andrea Boscolo, responsabile CPI Brescia ed il giornalista Fabrizio Di Ernesto, autore del saggio Portaerei Italia – sessant’anni di Nato nel nostro Paese.

La scelta del luogo, il Salone Ghisleri del comune bresciano, è stata tutt’altro che casuale visto che proprio a Ghedi ha sede una base aerea in cui il Pentagono lo scorso anno ha investito oltre 20 milioni di dollari, destinandovi quasi 150 militari ed in cui da molti anni ha depositato ben 40 testate nucleari.

Ampio spazio è stato ovviamente dedicato anche a tutte le altre installazioni militari, oltre 100, a disposizione di Usa o Nato e dislocate lungo tutto lo stivale con i grandi investimenti americani, su tutti a Vicenza, Sigonella e Niscemi, utili alle operazioni militari dello zio Sam.

Nell’incontro si è parlato di Libia ed anche delle possibili frizioni diplomatiche che queste basi potrebbero generare.

L’accordo firmato nel 2008 infatti, all’articolo 4, vieta esplicitamente all’Italia di consentire l’utilizza delle basi militari presenti sul proprio territorio per attacchi contro la Libia; non a caso con un tempismo eccezionale il ministro degli Esteri, Franco Frattini, non appena i nostri padroni di Washington hanno iniziato a parlare di azioni umanitarie ha denunciato l’accordo.

Da segnalare che a fare da cornice a questo incontro c’era un imponente, quanto inutile, dispiegamento delle forze dell’ordine; chissà forse qualcuno temeva che questa conferenza avrebbe portato gli italiani ad aprire gli occhi9 verso la nostra sudditanza atlantica.

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