(ASI) Il vertice NATO del 7-8 luglio 2026 ad Ankara, ospitato dalla Turchia, rappresenta la naturale prosecuzione delle decisioni adottate dai Paesi dell'Alleanza nel summit dell'Aia del giugno 2025.
In quell'occasione i leader avevano confermato il sostegno all'Ucraina, ribadito l'impegno alla difesa collettiva previsto dall'Articolo 5 e concordato un progressivo aumento degli investimenti destinati alla sicurezza e alla difesa.
La fase preparatoria del vertice è stata caratterizzata da un'intensa attività politica e diplomatica, tra i Paesi membri impegnati a consolidare una posizione comune sui principali temi della sicurezza euro-atlantica: il sussguirsi dei vari incontria tra gli esponenti dei Paesi membi, ha avuto come scopo il costruire un consenso condiviso, al fine di predisporre i vari dossier che saranno presi in esame dai leader, per definire le priorità strategiche del summit, che si svolge in un momento particolarmente delicato per gli equilibri della difesa europea e per il sostegno all'Ucraina.
Gli Alleati hanno lavorato per dare attuazione agli impegni assunti al vertice dell'Aia dello scorso anno, dove era stata definita una nuova traiettoria degli investimenti nella difesa, tesa a incrementare progressivamente le risorse destinate alle capacità militari e alla protezione delle infrastrutture strategiche, rafforzando al contempo la resilienza delle reti civili e militari.
Gli Alleati sono anche orientati a confermare gli impegni già assunti per il sostegno all’Ucraina, prevedendo per il 2026 ulteriori forniture di equipaggiamenti militari, programmi di addestramento e di assistenza, con l'intenzione di mantenere livelli analoghi anche negli anni successivi. Si tratta di contributi che restano di competenza dei singoli governi nazionali, ma coordinati però nell'ambito della cooperazione NATO.
Sul piano politico, Ankara rappresenta anche un banco di prova per la coesione dell'Alleanza. Il summit infatti si colloca in una fase di ridefinizione del rapporto transatlantico, nella quale i governi europei sono chiamati ad assumere un ruolo sempre più rilevante nella sicurezza del continente, mantenendo però il principio della difesa collettiva quale pilastro della NATO.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia


