Perù, povertà oltre il 27%

(ASI) Situazione sempre più drammatica in Perù per quanto riguarda le condizioni di vita della cittadinanza. Una recente analisi della Rete di studi per lo sviluppo (Redes) evidenzia infatti come la povertà nel paese abbia ormai raggiunto il 27,6% della popolazione, annullando oltre un decennio di progressi sociali e riportando il Paese a livelli simili a quelli del 2011; un dato che, sottolineano gli esperti, mette in guardia sulla crescente complessità e urbanizzazione di questo fenomeno nella nazione andina.

“La povertà di oggi non è più la stessa di quindici anni fa: è più complessa, più urbana e più persistente”, ha sottolineato l'economista Oswaldo Molina, fondatore di Redes, che continua “lo Stato continua a rispondere con strumenti concepiti per una realtà diversa, il che riduce l'efficacia delle politiche e ci impedisce di compiere il prossimo passo avanti”.

Secondo lo studioso la povertà urbana una tra le sue caratteristiche una concentrazione di lavoro informale, una scarsa integrazione nel mercato del lavoro e un costo della vita più elevato; inoltre, le aree urbane sono prive delle reti di supporto, come l'agricoltura e l'organizzazione comunitaria, presenti nelle zone rurali.

Questo aumento rappresenta un'inversione di tendenza rispetto a oltre un decennio di significativi progressi nella lotta alla povertà, secondo i dati dell'Istituto nazionale di statistica e informatica (Inei) citati dall’organizzazione.

Per ovviare a questo complesso problema Molina propone un'agenda strutturale che vada oltre i trasferimenti monetari; tale agenda deve includere la formalizzazione dell'occupazione, il miglioramento della connettività tra le aree periferiche e i centri economici e la garanzia di un adeguato accesso ai servizi di base.

Storicamente il Perù è sempre stato all'avanguardia nella lotta efficace contro la povertà. Partendo da un allarmante 59% nel 2004, il Paese è riuscito a ridurre questo indicatore al suo punto più basso nel 2019, consentendo a quasi dieci milioni di persone di uscire dalla povertà, secondo i dati della Banca Mondiale. Tuttavia, il rapporto Redes avverte che la pandemia di Covid-19 “ha interrotto la tendenza alla riduzione della povertà e da allora i progressi non sono stati altrettanto rapidi”.

La pandemia non solo ha arrestato i progressi precedenti, ma ha anche modificato la composizione della povertà. Attualmente, il 73% dei peruviani poveri risiede in aree urbane, un cambiamento significativo rispetto al carattere prevalentemente rurale del passato. Questa transizione ha messo in luce i limiti dei programmi sociali che, pur essendo efficaci nelle aree rurali, hanno un “impatto più limitato” nelle città.

 

Fabrizio Di Ernesto - Fabrizio Di Ernesto

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