(ASI) Nelle ultime settimane, la guerra tra Russia e Ucraina ha visto un significativo aumento dell’uso di droni nei bombardamenti sul territorio ucraino. Secondo quanto riportato da fonti istituzionali ucraine e confermato da agenzie internazionali come Reuters, Associated Press e BBC, le forze russe stanno impiegando con continuità velivoli senza pilota per colpire infrastrutture energetiche, obiettivi militari e aree urbane.
Dall’inizio dell’invasione su larga scala nel febbraio 2022, la Russia ha progressivamente modificato le proprie tattiche di guerriglia e assedio. Già dalla fine dello stesso anno, la Russia ha iniziato l’utilizzo in modo sistematico di droni di fabbricazione iraniana, relativamente economici e capaci di coprire lunghe distanze, utilizzati per colpire infrastrutture energetiche ucraine.
Nel corso del 2024 e 2025, secondo il Ministero della Difesa ucraino, si è registrato un ulteriore incremento nella frequenza degli attacchi, in particolare durante la notte. Questa intensificazione ha l’obiettivo di saturare i sistemi di difesa aerea, tramite l’invio simultaneo di numerosi ordigni per rendere difficile l’intercettazione, superando così le capacità difensive ucraine.
Le città più colpite includono Kiev, Kharkiv, Odessa e Dnipro, nelle quali le autorità locali hanno segnalato danni a infrastrutture civili ed energetiche. Il governo ucraino, per voce del presidente Zelensky, ha più volte evidenziato come questi attacchi abbiano avuto un impatto diretto sulla popolazione civile, con interruzioni dell'energia elettrica e rischi per la sicurezza urbana, ma soprattutto con il logoramento della quotidianità. Dal lato russo, le operazioni vengono giustificate come parte della strategia militare contro obiettivi considerati strategici, mentre le Nazioni Unite hanno più volte richiamato l’attenzione sugli effetti degli attacchi su aree abitate.
La Russia punta a mettere sotto pressione le infrastrutture ucraine e la resilienza della popolazione, mentre l’Ucraina cerca di rafforzare le proprie difese aeree grazie al supporto militare occidentale, in particolare da parte di Stati Uniti e Paesi europei.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni


