Teheran rivendica: "È la risposta all'incursione aerea su Natanz e Bushehr"
(ASI) Un missile balistico iraniano ha centrato un edificio a Dimona, nel deserto del Negev, a pochi chilometri dal reattore nucleare israeliano. Il bilancio dichiarato è di almeno 39 feriti (alcune fonti parlano di 51), tra cui un adolescente in gravi condizioni. L’esercito di Tel Aviv ha confermato l'impatto dopo che i video sui social hanno mostrato una palla di fuoco abbattersi sul sito dell'NRCN, centro nevralgico della deterrenza atomica mai dichiarata di Israele.
L'agenzia Tasnim ha ufficializzato che l'attacco è la ritorsione diretta per i raid condotti da USA e Israele contro le centrali iraniane di Natanz e Bushehr. "Nessuna area è al sicuro dai nostri missili", avverte Teheran, sottolineando come la protezione di Israele non sia più garantita.
Questo crescendo conferma le pesanti accuse di Joe Kent, l'ex capo dell'Antiterrorismo di Trump dimissionario il 17 marzo: Kent ha denunciato che l'Iran "non costituiva una minaccia reale" e che il conflitto, scatenato violando il diritto internazionale con "falsi pretesti", è stato voluto dai potenti gruppi di pressioni filo-israeliana esistenti negli USA. Quella che doveva essere una "guerra preventiva" si è trasformata in un boomerang nucleare che ora mette a rischio la sicurezza mondiale.


