(ASI) Una recente indagine condotta dall’European Travel Commission (ETC) indica che il tradizionale boom di viaggiatori statunitensi verso i Paesi europei sta rallentando, mentre è invece evidente l’incremento dei visitatori provenienti da Cina e India.
Le proiezioni di arrivi internazionali in Europa nel corso del 2026 mostrano un aumento complessivo del 6,2% rispetto all’anno precedente, segno che il continente resta una meta attrattiva per il turismo internazionale. Tuttavia, la crescita prevista per i turisti provenienti dagli Stati Uniti e dal continente americano nel suo insieme è relativamente contenuta: solo il 4,2% in più rispetto al 2025, molto inferiore rispetto agli incrementi registrati per i mercati asiatici.
Dopo la pandemia e con la forza del dollaro USA, c’era stato un forte recupero dei viaggi transatlantici nel vecchio Continenti, ma negli ultimi mesi il desiderio di viaggiare verso l’Europa da parte degli americani è diminuito; il fenomeno viene attribuito alle preoccupazioni economiche e ad un clima di instabilità geopolitica, che si traducono in percezioni di rischio legate alla situazione internazionale che influenzano così le mete di viaggio. In questo scenario, il ruolo dei turisti cinesi e indiani assume così una crescente rilevanza. Le previsioni della ETC infatti, indicano un incremento del +28% degli arrivi dalla Cina e del +9% da India rispetto al 2025.
E anche se i numeri assoluti degli arrivi dagli Stati Uniti restano superiori, la differenza nei tassi di crescita evidenzia un cambiamento nei modelli di mobilità e turismo internazionale: l’Asia, e in particolare i suoi mercati di maggiore popolazione e reddito in espansione, sta progressivamente assumendo un ruolo sempre più importante nel turismo europeo.
Le implicazioni di questi cambiamenti sono molteplici: dal lato economico, un maggiore afflusso di turisti asiatici potrebbe contribuire a supportare il settore alberghiero, i trasporti e i servizi premium, compensando così eventuali cali derivanti dai segmenti tradizionali. Sul piano geopolitico, una maggiore presenza di cinesi e indiani nel turismo europeo potrebbe riflettere e rafforzare legami culturali ed economici più ampi tra l’Europa e le grandi economie asiatiche, con conseguenze potenziali per rapporti commerciali e politiche di cooperazione.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI Sora su input Carlo Armanni


