(ASI))Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato recentemente l’avvio di nuovi negoziati trilaterali con la Russia e gli Stati Uniti, previsti per il 1° febbraio 2026.
Questo incontro arriva in un momento delicato, con il conflitto tra Ucraina e Russia che si protrae ormai da quasi quattro anni. Zelensky ha sottolineato l'importanza di coinvolgere direttamente gli Stati Uniti nel processo negoziale, vista la loro posizione di potenza globale e il loro ruolo cruciale nel sostegno all’Ucraina. Per Kiev, Washington è un interlocutore fondamentale, soprattutto nella definizione di una possibile de-escalation del conflitto.
L’obiettivo principale dei colloqui sarà quello di cercare di fermare l’escalation e trovare una soluzione che consenta di riportare la stabilità nell'Europa orientale. La Russia, dal canto suo, ha mostrato una certa apertura a discussioni più ampie, anche se rimangono forti divergenze tra le parti. Mosca continua a chiedere garanzie riguardo alla sicurezza e alle sue influenze sulla regione, mentre l'Ucraina si rifiuta di accettare qualsiasi compromesso che comporti cessioni di territori occupati o la perdita di sovranità.
Zelensky ha ripetuto che il suo governo non accetterà alcuna proposta che preveda la cessione di territori ucraini, in particolare quelli recentemente annessi dalla Russia, ma ha comunque lasciato aperta la porta a un dialogo che non comprenda, però, alcuna forma di accettazione delle condizioni russe. Il coinvolgimento degli Stati Uniti in questo processo negoziale potrebbe rivelarsi determinante, sia per rafforzare la posizione ucraina, sia per fare pressione su Mosca.
La data del 1° febbraio 2026 potrebbe essere cruciale per il futuro della regione: se questi negoziati dovessero avere successo, potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase nelle relazioni internazionali e nella stabilizzazione dell'Europa dell'Est. Ma la strada verso un accordo duraturo è ancora lunga, e solo il tempo dirà se questi colloqui porteranno a risultati concreti o se saranno l'ennesimo tentativo fallito di fermare la guerra.


