(ASI) Migliaia di persone si sono radunate nelle strade di Teheran per l'anniversario dell'assalto all'ambasciata di Washington, nella capitale, avvenuto nel 1979. I manifestanti hanno scandito  slogan come "Morte all'America" e "Morte a Israele", bruciando numerose bandiere dei due Paesi.

L'assalto alla sede diplomatica il 4 novembre, di quell’ anno, ha dato il via alla crisi degli ostaggi durata 444 giorni. E’ stato un evento decisivo per i successivi rapporti tra Teheran e Washington, segnati dalla rottura delle relazioni. Le  autorità avevano cancellato la commemorazione,lo scorso anno, a causa della pandemia causata dal Coronavirus, mentre oggi secondo la tv di Stato si sono svolti eventi in 800 città. 

 Il generale Hossein Salami, capo dei Pasdaran, ha parlato alla folla definendo gli Usa "una fabbrica di dittatura" e scagliandosi contro quella che ha definito aggressione statunitense nella regione: "I figli di questa nazione resisteranno con coraggio contro ogni potenza che voglia danneggiare i loro interessi". Il presidente, Ebrahim Raisi, ha detto in un discorso, trasmesso in diretta televisiva, che la Repubblica Islamica vuole colloqui sul nucleare "orientati ai risultati" e "si opporrà alle eccessive richieste che potrebbero danneggiare gli interessi” della nazione dei Pasdaran.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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