(ASI) Rischia di salire la tensione tra l’Occidente e la Russia sul caso di Alexei Navalny.

L'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche ha reso noto, nelle ultime ore, di aver riscontrato la presenza, nei campioni di sangue ed urina prelevati al leader dell'opposizione russa, di un agente nervino simile a due componenti del Novichok messe al bando dalla stessa Opac. L'ente ha rilevato, in particolare, un "inibitore della colinesterasi" in grado di danneggiare la salute umana. L’attivista di Mosca ha attribuito pubblicamente la paternità dell’accaduto ai servizi segreti di Vladimir Putin. Lo zar e la sua intelligence “hanno capito che c’erano grandi problemi con l’approssimarsi delle elezioni per la Duma”, previste a settembre 2021, ha detto la vittima in un’intervista rilasciata al vlogger trentatrenne, su YouTube, Juri Dud. Il tragico evento è stato condannato dalla Nato e dall’Unione europea. Il vecchio continente e il Patto Atlantico hanno domandato al Cremlino di effettuare “piena luce” su quanto è avvenuto e di cessare immediatamente tali attività ostili.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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