(ASI) L’attivista Alexei Navalny è fuori dal coma. Lo hanno annunciato i medici tedeschi che lo stanno curando in Germania.

La buona notizia non ha fermato tuttavia la necessità di fare luce sulle cause di quanto è accaduto, qualche settimana fa, nella nazione gestita da Vladimir Putin. Buona parte dei paesi occidentali e soprattutto  l'Onu continuano a domandare, al Cremlino, l’avvio di un'inchiesta "approfondita" sul "crimine" commesso contro l'oppositore russo. L’Unione europea non ha escluso il via libera, a possibili sanzioni, nei confronti dello Zar. L’ipotesi è stata giudicata negativamente da quest’ultimo, in quanto potrebbe minare le relazioni tra le parti. L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Michelle Bachelet, ha esortato intanto Mosca a svolgere, o a cooperare con, un'indagine "completa, trasparente, indipendente e imparziale" sul caso. Tutto ciò si è reso più urgente dopo che gli specialisti, del paese di Angela Merkel, hanno affermato di avere raccolto "prove inequivocabili" che l’uomo è stato avvelenato con l’ agente nervino Novichok dagli 007 russi. Tale affermazione è stata respinta dai diretti interessati.

Marco Paganelli – Agenzia Stampa Italia

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