(ASI) Sale il bilancio delle vittime dei disordini, avvenuti a novembre in Iran, a causa dell’aumento dei prezzi del carburante.
Il numero dei morti accertati è salito, secondo quanto riferito nelle ultime ore da Amnesty International, da 288 a 304. Gli scontri del mese scorso, tra i Pasdaran e una parte della popolazione contraria al provvedimento del governo, sono stati giudicati “una repressione”. Gli Stati Uniti e i loro alleati continuano così ad attuare una politica ostile nei confronti di Teheran, considerando il paese degli Ayatollah come una minaccia alla sicurezza regionale e internazionale.
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