(ASI) - A cinque giorni dall’inizio del vertice del G7 francese di Biarritz, Emmanuel Macron e Vladimir Putin si sono incontrati a Fort de Bregancon, la residenza estiva del presidente francese che sorge su unìisola nel Mediterraneo.

Gli argomenti al centro dei colloqui sono stati Ucraina, Siria e Iran, in particolare si è trattato del conflitto nel sud-est ucraino; il leader del Cremlino ha parlato in modo positivo dei contatti telefonici avuti col nuovo presidente ucraino Volodymyr Zelensky. È stata proprio l’occupazione russa della Crimea nel 2014 a provocare l’esclusione di Mosca dall’allora G8 e a dare il via al braccio di ferro delle sanzioni tra Russia e Occidente. Macron ha invece auspicato un nuovo vertice del Quartetto di Normandia per cercare una soluzione condivisa alla guerra nel Donbass; di questo gruppo fanno parte Russia, Francia, Germania e Ucraina. Il primo ministro francese potrebbe fare da mediatore tra Kiev a Mosca e premere su Putin affinché usi la sua influenza sull'Iran per evitare un’ulteriore escalation delle tensioni in Medio Oriente e tra Usa e Iran. Per quanto riguarda la situazione siriana invece Putin rimane sempre dalla parte di Assad e del suo operato contro i miliziani.
Infine si è parlato delle proteste che in queste settimane stanno scuotendo Mosca dove i russi sono scesi in piazza contro l’esclusione degli oppositori dalle elezioni comunali moscovite in programma l’8 settembre. Le manifestazioni sono state represse dalla polizia a colpi di manganello e con ondate di arresti. Macron ha perciò invitato Putin a rispettare i principi democratici, e quindi il diritto a manifestare pacificamente. Ma il leader del Cremlino ha affermato che non vuole proteste come quelle in Francia ad opera del movimento dei gilet gialli.

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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