(ASI) - “L'Italia non rispetta la parola data”, lo dice il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker riferendosi alla manovra italiana in un'intervista pubblicata oggi sul quotidiano Le Monde.

“Esamineremo il progetto italiano di budget 2019 tra il 15 ottobre e fine novembre, senza ira e senza parzialità. Il nostro mandato non è rovesciare un Governo o creare problemi con dei comportamenti inappropriati o delle dichiarazioni eccessivi”

Poi aggiunge: “Ci sono più di qualche sfumatura tra il caso italiano e quello che viene chiamato 'il precedente francesè - il deficit francese è rimasto al di sopra della soglia del 3% durante nove anni. Il livello del debito italiano è molto più elevato da quello francese, anche se resta troppo importante. Da quando guido la Commissione Ue, la Francia non ha fatto nulla che avrebbe aumentato il suo deficit. Ha sempre rispettato la sua parola anche se non fu semplice. L'Italia non la rispetta, il suo precedente governo si era impegnato ad un rapporto deficit/Pil allo 0,8% nel 2019, il nuovo Governo lo porta al 2,4%”. Il presidente della Commissione Ue sottolinea che “se l'Italia è riuscita ad investire così tanto in questi ultimi anni è perché ho reso più flessibile l'interpretazione del patto di stabilità e di crescita. Il che mi ha causato problemi con un certo numero di Stati membri”.

"Ho voluto che si prendesse in considerazione i cicli economici e le spese straordinarie, tra le quali quelle legate alla crisi dei rifugiati. Abbiamo attivato una clausola di investimento e un’altra clausola che porta sulle riforme strutturali. L'Italia ha così potuto spendere 30 miliardi di euro in più rispetto a quello che avrebbe potuto fare se avessimo applicato meccanicamente le regole”, conclude il Presidente della Commissione Europea.

 

 

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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