(ASI) Circa mille osservatori internazionali. Tante saranno le persone che vigileranno sul regolare svolgimento delle elezioni presidenziali russe convocate per il prossimo 18 marzo.

Lo ha riferito Ella Pamfilova, a capo della Commissione elettorale centrale russa. La metà degli osservatori internazionali saranno della Osce, sotto la supervisione di Jan Petersen che ha già capeggiato una serie di missioni analoghe per conto dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione e dell’Ufficio europeo per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR), specie nei Paesi postcomunisti.

La missione dell’Osce / Odihr, guidata dall’ambasciatore Jan Petersen, è composta da 13 esperti internazionali con sede a Mosca. L’Osce / Odihr, ha già osservato nove elezioni russe dal 1996, l’ultima per la Duma di Stato del 2016, ha chiesto inoltre l’invio di 420 osservatori a breve termine prima delle elezioni del 18 marzo.

Le elezioni presidenziali si terranno il 18 marzo. Ufficialmente otto persone sono state registrate come candidati alla presidenza: Sergei Baburin (del partito “Unione popolare russa”), Paul Grudinin (Partito Comunista delle Federazione russa), Vladimir Zhirinovsky (Ldpr), Vladimir Putin (indipendente), Ksenia Sobchak (Iniziativa civile), Maxim Suraykin (Comunisti di Russia), Boris Titov (Partito della Crescita), Grigory Yavlinsky (Mela).

Particamente scontata l'affermazione del presidente uscente Putin che dal 1999 guida il paese e gli ha permesso di rinascere dopo i difficili anni di Boris Eltsin e delle liberalizzazioni selvagge.

Fabrizio Di Ernesto - Agenzia Stampa Italia

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