(ASI) Roma - Il presidente turco Racep Tayyip Erdogan verrà in visita a Roma e al Vaticano nei giorni 4 e 5 febbraio. Il leader di Ankara arriverà domenica nella capitale dove si stanno già prendendo delle adeguate misure antiterroristiche. Sabato scorso ci sono stati già i primi episodi in Piazza del Popolo con delle manifestazioni pacifiche ma è di questi giorni l’allerta per possibili proteste di natura violenta.

C’è il rischio concreto di azioni dimostrative da parte delle comunità curde. Come mai questo malumore? Probabilmente a causa del recente intervento militare turco in Siria contro il distretto curdo di Afrin. Erdogan vuole colpire la vita democratica dei curdi e delle altre etnie presenti nel Nord della Siria, i quali hanno formato un autogoverno democratico basato sulla cooperazione. Un’ulteriore causa del malcontento potrebbero essere gli accordi economici con i quali la Turchia sta offrendo importanti concessioni alla Russia per la realizzazione del gasdotto diretto verso l’occidente che dovrebbe passare per il Kurdistan iracheno.

Come sono invece i rapporti tra l’Italia e la Turchia? Nel febbraio del 2016 il figlio Bilal è stato indagato dalla Procura di Bologna per riciclaggio di denaro grazie ad alcune intercettazioni nelle quali parlava di soldi da portare all’estero. Si ipotizzava che fosse venuto in Italia per questo e non per studiare come invece sosteneva. Questa vicenda ha rischiato di mettere in difficoltà i rapporti del presidente turco con la nostra penisola. Qualche settimana fa, esattamente il 5 gennaio, Erdogan ha incontrato a Parigi il presidente Emmanuel Macron, con il quale ha firmato un accordo per lo sviluppo di un sistema di difesa aerea a lungo raggio, il cui studio è stato affidato al consorzio franco-italiano Eurosam; ad oggi quindi, c’è un rapporto di collaborazione tra i due paesi.

Chissà se il leader turco che dai tempi del fallito golpe dell’estate 2016 ai suoi danni si è impegnato a chiudere giornali, arrestare e minacciare giornalisti in Turchia e non solo, apprezzerà la democrazia e la libertà d’espressione italiana.

Claudia Piagnani - Agenzia Stampa Italia

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