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(ASI) All'indomani della visita del Santo Padre Benedetto XVI in Libano che è stata un richiamo costante per la pace e dove è stato ribadito il messaggio evangelico: " E' la mia pace che io vi dono", Gregoris III Patriarca Antiochia e di tutto l'Oriente di Alessandria e di Gerusalemme, ha continuato a chiedere con maggiore insistenza il cessate il fuoco in Siria, come primo passo per la riconciliazione fra il siriani.


Questo segue il suo accorato appello per la riconciliazione in Siria del 27 agosto indirizzato al Papa, ai cardinali, alle conferenze episcopali, come ai re e ai capi di stato, e a tutti gli uomini di buona volontà. In questa ottica Gregorios III ha ricevuto il Giovedi 20 Settembre le patriarcali residenza Raboué (Libano) i rappresentanti di Francia, Germania, Canada, Austria, Grecia, Belgio, Polonia e Repubblica Ceca.


Il Patriarca ha ricordato le parole della sua invocazione dialogo dicendo: "Noi crediamo che il ruolo della Chiesa in Siria oggi è quello di operare per la riconciliazione. Beati gli operatori di pace! Noi crediamo che nrel perseguire questo obiettivo vi è la garanzia dei cristiani nel periodo più buio che la Siria sta vivendo. In questa tormentata fase il ruolo della Chiesa è quello di essere l'araldo della riconciliazione e l'artigiano a tutti i livelli. “.

Inoltre, Gregorios III ha ringraziato il Presidente della Repubblica libanese, generale Michel Sleiman per il grande impegno profuso alfine di garantire che la visita del Santo Padre sia stata un vero successo, sia spirituale che materiale. Il Patriarca melchita ha infine espresso la speranza che tutti gli appelli, i testi, i discorsi e i sermoni a favore della pace in Siria diventino un patto storico per il dialogo tra le civiltà e le religioni e diventino in un unico documento da diffondere nei paesi arabi attraverso le ambasciate e le delegazioni.

 

Ettore Bertolini - Agenzia Stampa Italia 

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