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Abbattere il differenziare dei titoli pubblici si può, si deve. Holande ci ha provato con risultati positivi

(ASI)  Oggi in tutto il mondo è annichilito dall'andamento del differenziale dei titoli pubblici ovvero  dell'impennata dello spread e dalla spending review (Revisione di spesa) e le sue ripercussioni negative che hanno in generale ed  in particolare nell'economia reale e nella vita della gente comune. Ci hanno creato una ingiustificata psicosi. Gli errori li 'hanno fatti i politici, i danni li subisce il popolo che deve fare immani sacrifici.

 Un'equazione ingiusta, iniqua ed inaccettabile. Il problema è anche un altro.  Ci troviamo di fronte a una mirata strategia per farci accettare forzatamente in economia   certe drastiche soluzioni spacciate per la medicina giusta: meno Stato e sovranità, maggiore peso del mercato finanziario. Ciò si attua attraverso le privatizzazioni selvagge e la svendita del patrimonio strategico pubblico in nome dell'euro. Ma che nei fatti è la stessa politica fatta di tante lacrime e molto sangue per  la maggior parte degli italiani ed i popoli eurpei.

Un  pesante fardello e/o ricatto che ci portiamo quotidianamene dietro a cui si deve porre definitivamente rimedio. Infatti l'uomo non può dipendere, essere schiavizzato e la suia vita condizionata dal mercato finanziario. Quale affidabilità il mercato richiede agli Stati  se la borsa è gestita e da speculatori senza scrupolo che impunemente commettono ogni istante un crimine contro l'umanità? Personalmente ho il massimo diprezzo per chi non fa  bene il proprio dovere e per chi cela le proprie mediocrità diertro l' ingiustificato procurato allarme per lo spread (differenziale dei titoli punìbblici) e  la revisione di spesa pubblica (spendning review) fatta di tagli ingistificati allo Stato Sociale, alla sanità alla scuola, ai finanziamenti del fondo dei disabili. Lo stesso civile disprezzo che ho  per i politici che per egoismo e servilismo ai poteri forti, prima, non si sentono parte attiva di una cumunità, per seconda cosa, perchè nei fatti dimostrano di non amare minimamente  il proprio popolo. Eppure il mondo è governato da spregiovoli enuchi senza ritegno. La domanda chi tormenta perchè il popolo permette di essere governato dai mediocri. La risposta che mi viene in mente oltre che ciò rappresenta il segno dei tempi (età oscura) è che la società è riuscita a creare falsi bisogni che preludo a tante piccole isole per cui prevale l'individualismo e non il Noi che esiste nel proprio io. Un discorso antropologicamente ampio e  complesso, allora tornaimo al contigente.

Su segnalazione di un lettore vi riportiamo questa informazione.  Ecco cosa ha fatto Hollande in concreto in 56 giorni di governo per fermare la corsa impazzita del differenziale dei titoli pubblici, per risanare il debito e rilanciare l'economia reale.. Ha abolito il 100% delle auto blu e le ha messe all’asta; il ricavato va al fondo dello Stato sociale  (welfare) da distribuire alle regioni con il più alto numero di centri urbani con periferie dissestate. Ha fatto inviare un documento (di dodici righe) a tutti gli enti statali dipendenti dall’amministrazione in cui comunicava l’abolizione delle “vetture aziendali” sfidando ed insultando provocatoriamente gli alti funzionari con frasi del tipo “un dirigente che guadagna 650.000 euro all’anno, se non può permettersi il lusso di acquistare una bella vettura con il proprio guadagno meritato, vuol dire che è troppo avaro, o è stupido, o è disonesto. La nazione non ha bisogno di nessuna di queste tre figure”. 345 milioni di euro risparmiati subito, spostati per creare (apertura 15/8/2012) 175 istituti di ricerca scientifica avanzata ad alta tecnologia assumendo 2.560 giovani ricercatori disoccupati “per aumentare la competitività e la produttività della nazione”.

Ha abolito il concetto di scudo fiscale (definito socialmente immorale) e ha emanato un urgente decreto presidenziale stabilendo un’aliquota del 75% di aumento nella tassazione per tutte le famiglie che, al netto, guadagnano più di 5 milioni di euro all’anno. Con questi soldi senza intaccare il bilancio di un euro ha assunto 59.870 laureati disoccupati, di cui 6.900 dal 1/7/2012, e poi altri 12.500 dal 1/9/2012 come insegnanti nella pubblica istruzione.

Ha sottratto alla Chiesa sovvenzioni statali per il valore di 2,3 miliardi di euro che finanziavano scuole private ed esclusive e con i soldi risparmiati ha varato un piano che costruirà 4.500 asili nido e 3.700 scuole elementari, avviando così gli investimenti nelle infrastrutture nazionali.

Ha abolito tutti i sussidi governativi a riviste, quotidiani, fondazioni e case editrici, sostituite da comitati di “imprenditori statali” che finanziano aziende culturali sulla base di presentazione di pianid'imprenditoria legati a strategie di mercato avanzate.

Ha decurtato del 25% lo stipendio di tutti i funzionari governativi, del 32% di quello dei parlamentari e del 40% di tutti gli alti dirigenti statali che guadagnano più di 800.000 euro l’anno. Con quella cifra (circa 4 miliardi di euro) ha istituito un fondo di garanzia welfare che attribuisce a “donne mamme singole” in condizioni finanziarie disagiate uno stipendio garantito mensile per la durata di 5 anni. Il tutto senza toccare il pareggio di bilancio.

Forti agevolazioni fiscali alle banche che agevolano le aziende che producono merci francesi attraverso crediti agevolati. Chi offre invece offre strumenti finanziari paga invece una tassa supplementare. Prendere o lasciare.

Risultato: Lo spread con i bund tedeschi è sceso come per magia. E’ arrivato a 101 (da noi intorno ai 470). L’inflazione non è salita. La competitività e la produttività nazionale è aumentata nel mese di giugno per la prima volta da tre anni a questa parte.

Hollande è un GENIO dell’economia ? Non credo proprio, ma è un  politico che, al contraio di altri, sta dimostrando  dall'inizio del suo mandato di far qualcosa di buono per il suo popolo ed ha avuto il coraggio di dare un segnale che abbattere il differenziare dei tiroli pubblici si può, si deve. Il beneficio che se ne trae dei propri cittadini.

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