L'Onore non si baratta nemmeno se prigionieri nel deserto

(ASI) Egitto - Un tuffo nel passato, tra le sabbie dell'Africa Settentrionale durante la Seconda Guerra Mondiale. Vi racconto una storia che mio nonno, Ettore Vignali, luogotente del Contro Spionaggio, ci raccontava spesso. Una storia che parla di onore, dignità e di come il tradimento, anche nelle condizioni più estreme, porti solo disprezzo.

​Mio nonno e i suoi commilitoni erano prigionieri degli Inglesi, resistevano in condizioni al limite delle possibilità umane, perché non volevano collaborare con i nemici della guerra, soprattutto per non tradire i commilitoni che erano morti in battaglia per la Patria. 

Ma, tra loro, c'era chi aveva ceduto, un collaborazionista che, in cambio di un trattamento migliore, faceva da spia per i nemici. Veniva mostrato ai prigionieri come esempio, viveva vicino alla loro gabbia, un insulto vivente al loro sacrificio e alla memoria dei caduti.

​Ma un giorno, le sue parole di scherno e offesa superarono il limite. L'onore dei soldati italiani, specialmente quello dei veterani delle campagne d'Africa, era stato calpestato. Non si poteva restare a guardare.

​La notte si riempì del rumore dei picconi e delle pale. Un tunnel venne scavato nel segreto più assoluto, un'impresa disperata spinta dall'indignazione. Al sorgere del sole, il collaborazionista degli Inglesi fu ridotto in fin di vita dai suoi stessi compatrioti.

​E gli Inglesi? Non mossero un dito. Osservarono la scena in silenzio, impassibili. La loro reazione evidentemente fu un cenno di rispetto per coloro che avevano difeso il proprio onore, anche se da nemici. Portarono via il traditore ferito solo dopo che la punizione era stata inflitta.

​Sul campo, il silenzio che seguì era carico di un significato profondo. Era il silenzio del rispetto. Il rispetto per chi non aveva tradito la propria Patria, i propri compagni, se stessi.

​Il tradimento, alla fine, non paga. Non guadagna il rispetto dei nuovi "amici" e perde quello dei vecchi. L'infamia è una macchia che non si lava via.

​Questa storia ci ricorda che i valori che guidano le nostre vite sono universali e resistono anche alle prove più dure. L'onore non è una parola vuota, è un faro che ci guida nelle tenebre, anche nel deserto della guerra.

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia

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