Italia 1915: l'ago della Bilancia Euro - Mediterraneo

​Il peso del "tradimento" dell'Italia nel 1915 e il collasso degli Imperi Centrali

​(ASI) Roma La decisione dell'Italia nel 1915 di schierarsi con l'Intesa fu il vero punto di rottura strategico per la Triplice Alleanza. Nonostante le pressioni della Germania, che implorava l'Impero Austro - Ungarico di cedere all'Italia il Trentino e Trieste per garantirne la neutralità, l'orgoglio asburgico scelse la strada della fermezza. 

Questa miopia diplomatica costrinse l'Austria-Ungheria ad aprire un fronte meridionale logorante, drenando risorse vitali che sarebbero state decisive sul fronte orientale contro la Russia.

​Se l'Impero avesse ceduto le terre irredente senza spargimento di sangue, l'Italia non solo sarebbe rimasta neutrale, ma, probabilmente, in caso di imminente vittoria austro - tedesca avrebbe potuto attaccare la Francia per recuperare Nizza, la Savoia e la Corsica. 

Senza la minaccia italiana, la Germania avrebbe potuto concentrare l'intera forza d'urto a ovest, probabilmente prendendo Parigi, facendo capitolare la Francia. 

L'entrata in guerra dell'Italia contro Vienna trasformò una potenziale vittoria rapida degli Imperi Centrali in una guerra d'attrito e logoramento che l'economia asburgica, ancora legata a schemi ottocenteschi, non poteva sostenere, portando inevitabilmente alla dissoluzione dell'Aquila Bicipite. In queste condizioni fu proprio la vittoria italiana a Vittorio Veneto ad essere decisiva per l'esito della Prima Guerra Mondiale a favore della Intesa. 

Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia 

 

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