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(ASI) Continuano le proteste in Egitto: dopo l'annuncio dell'emittente Al Jazeera, in cui si affermava che altri 15 ufficiali dell'esercito avrebbero abbandonato le armi per abbracciare la protesta che ormai da quasi venti giorni continua senza sosta, oggi gli attivisti si sono preparati per un'altra giornata di cortei.

Ieri il presidente Moubarak, in un comunicato televisivo, ha espresso il proprio dolore per le oltre 300 persone che hanno perso la vita nelle manifestazioni, annunciando un trasferimento di poteri al suo vice, Omar Suleiman, ex capo dell'Inteligence con stretti legami con Usa ed Isreaele. innescando subito i festeggiamenti della popolazione.

Nonostante i primi festeggiamenti della popolazione, la notizia è stata presto smentita visto che oggi Moubarak, ancora nel Paese, presiede ancora la sua carica istituzionale. Un comportamento, quello del presidente, che è stato poco apprezzato dagli Usa che ,visto l'imprevedibilità delle proteste arabe, continuano a fare pressioni chiedendo le sue dimissioni e l'avvio ad una transizione pacifica.

Rimane quindi ancora instabile la situazione egiziana dove, da una parte, il popolo chiede profondi cambiamenti, dall'altra un presidente che non sembra accennare ad una "ritirata" ed infine le ingerenze estere degli Usa ed Israele preoccupato, quest'ultimo, di perdere un prezioso alleato e partner economico.

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