(ASI) Si è svolto a Bruxelles il G7. Per la prima volta, dopo 16 anni, sono state 7 le nazioni partecipanti e non 8. Infatti, la Russia non era stata invitata a causa del suo appoggio al referendum della Crimea.

Per questo motivo il G8 previsto a Sochi in Russia venne annullato ed in alternativa venne programmato un G7 in Belgio . I leader dei 7 grandi Paesi industriali hanno stabilito che se la crisi ucraina dovesse peggiorare saranno adottate ulteriori sanzioni alla Russia.

Infatti, la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha confermato la linea dura da adottare nei confronti della Russia:   “Se non ci saranno progressi sulle questioni che dobbiamo risolvere c‘è la possibilità di nuove sanzioni, la cosiddetta fase tre delle sanzioni è sul tavolo,  perché non è concepibile un’ulteriore destabilizzazione dell’Ucraina” .

Tuttavia, i 7 Paesi riunitisia Bruxelles se da un lato hanno minacciato sanzioni, dall'altro lato hanno lasciato aperta la porta del dialogo con Putin.  Un'apertura verso la Russia a cui i 7 Paesi sono stati costretti per real politik.  Infatti, c'è la conasapevolezza da parte loro che lo Stato di Putin è una potenza politica-economica ed energetica mondiale e gli effetti negativi di una contropposizione diretta è sconveniente sotto tutti gli aspetti. Lo è soprattutto  per la pace. Ma anche per i riflessi economici. Infatti, non è trascurabile il fatto che certi Paesi industrializzati prosperano anche per i grandi affari che stanno facendo con la Russia e alla fornitura energetica che ricevano dalla contestata, a parole, nazione di Putin. Per questo, lo sanno bene i vertici delle nazioni partecipanti al G7 di Bruxelles: fino a che ci si limita a fare le enunciazioni per lo più di principio per accontentare l'opinione pubblica, va bene. Poi, quando si tratta di passare dai cattivi propositi nella pratica, allora, si agisce con freddezza e con il freno a mano. Si cerca di evitare tutte le traiettorie di collisione.  Una cosa è certa per i vertici delle nazioni del G7: correre il rischio di svegliare l'orso russo non  conviene a nessuno...
Niger September - Agenzia Stampa Italia

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