(ASI) Mentre in Italia i tagli previsti dalla così detta 'spending review' non sembrano spaventare più di tanto i cittadini assopiti dalla fiducia riposta a tecnocrati dopo le amare delusioni post-Berlusconi, le altre popolazioni dei PIIGS europei (Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna) sembrano mandar giù di cattivo gusto le politiche d'austerità imposte dai governanti.
Ieri, in Portogallo, migliaia di manifestanti si sono radunati davanti al parlamento in occasione dell'approvazione della legge per il bilancio 2013 che prevede misure di risparmio da 5,3 miliardi di euro con l'obiettivo di ridurre il deficit pubblico al 4,5% del Pil. La riforma, proposta dal governo di centro-destra di Pedro Passos Coelho , è basata principalmente (circa l'80%) su un aumento generalizzato delle tasse.
"Traditori, basta con la troika!" Questo uno dei tanti slogan lanciati contro i politici portoghesi dai cortei che, ormai da diverso tempo, si radunano davanti alla Assemblea della Repubblica portoghese contro i diktat imposti dall'Ue.
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