(ASI) Il Pugilato Italiano scende con onore dal ring londinese. Tre medaglie conquistate: i due argenti di Cammarelle e Russo ed il bronzo di Mangiacapre. Al ricco bottino si aggiunge il record storico del supermassimo Cammarelle: primo pugile italiano ad aver vinto tre medaglie in tre Olimpiadi.

Un primato che purtroppo non ha trovato riscontro nel colore della medaglia che l’olimpionico, con superiore sportività  , ha messo al collo ma che esalta ancora di più il grande lavoro svolto dalla squadra Azzurra. Domani il rientro a Fiumicino anche del Presidente Federale Franco Falcinelli.

 

L’Italia applaude i suoi valorosi atleti e tutto lo staff tecnico che hanno reso possibile eguagliare nel numero di medaglie il risultato raggiunto a Pechino 2008. All’appello manca solo il colore oro che però è impresso nella mente e nel cuore di chi ha seguito con trepidazione la Finale dei + 91 Kg., in cui l’azzurro Roberto Cammarelle ha dovuto cedere alla decisione dei giudici che, sul verdetto di parità (18 a 18), hanno dato la preferenza all’atleta di casa Anthony Joshua. Un incontro condotto con padronanza del  quadrato da parte del nostro portacolori (parziali 6 a 5; 7 a 5 e 5 a 8) che è riuscito ad imporsi nelle prime due riprese. La terza, più controllata, ha lasciato spazio ad un verdetto che ha consegnato a Cammarelle la medaglia d’argento dando vita a non poche polemiche. A nulla è servito il ricorso tempestivo presentato dal Team Leader Alberto Tappa, Segretario Generale della FPI, che, consigliato dai tecnici azzurri, ha fondato il reclamo sull’errore di attribuzione dei colpi da parte dei giudici. “Abbiamo valutato per il nostro reclamo la globalità dei colpi – dichiara il Team Leader Tappa - con particolare riferimento alla terza ripresa. La risposta da parte della Competition Jury è arrivata in tempi molto rapidi. Il reclamo è stato respinto ed il verdetto confermato”. Il colpo basso è arrivato nella giornata in cui il Pugilato Tricolore avrebbe potuto regalare ancora di più al medagliere olimpico italiano. Delle 28 medaglie conquistate dall’Italia il Pugilato ne vanta tre e questo è già un grande successo. Merito di una Squadra unita e di carattere che ha affrontato un’Olimpiade difficile cercando di non deludere le aspettative. E così è stato. Sono partiti in sette gli azzurri del Pugilato ed in tre hanno raggiunto il podio. Oltre a Cammarelle, sotto i riflettori di Sky e Rai, hanno messo al collo la medaglia olimpica anche Clemente Russo (argento nei 91 Kg.) e Vincenzo Mangiacapre (bronzo nei 64 Kg.). Un percorso ad ostacoli in cui i pugili italiani sono stati ben guidati dal Direttore Tecnico delle Nazionali di Pugilato e Head Coach Francesco Damiani e dal Responsabile della Squadra Azzurra Elite Raffaele Bergamasco, affiancati dal fisioterapista Fabio Morbidini, che ha lavorato ininterrottamente dietro le quinte. Stesso impegno per il Team Leader Alberto Tappa che, alla sua prima esperienza da Capo Delegazione, ha potuto contare sulla professionalità del suo staff e su un’ottima organizzazione: “Il mio particolare ringraziamento – sottolinea il Segretario Generale della FPI – va al CONI per la gestione impeccabile della logistica e dei servizi tecnici. Abbiamo lavorato nelle migliori condizioni grazie al lavoro svolto dal Capo Missione Raffaele Pagnozzi e dal Vice Capo Missione Rossana Ciuffetti e dai loro collaboratori. Una sinergie di forze in campo che ci ha permesso di soggiornare tanto tempo a Londra senza disagi di carattere organizzativo”. “E stata una bella avventura anche se complicata – continua Tappa - ma sono stato facilitato dall’esperienza dei tecnici Damiani e Bergamasco e del fisioterapista Morbidini, oltre che dalla forza e compattezza di tutti i pugili”. Impressioni condivise anche dai due Vicepresidenti della FPI Alberto Brasca e Antonio Del Greco che hanno condiviso le emozioni del podio, sostenendo la Squadra fino all’ultimo gong.

Due i primati storici che riporta a casa la Boxe Tricolore. Il ruolo di Delegato Tecnico AIBA che il Presidente Federale Franco Falcinelli ha ricoperto in questa XXX edizione dei Giochi Olimpici. Per la prima volta nella storia del Pugilato un italiano è stato designato dall’AIBA a svolgere un ruolo così importante ed impegnativo. Il Presidente Falcinelli ci è riuscito. Lo stesso vale per Roberto Cammarelle che, medaglia d’argento a parte, rimarrà nella storia per aver conquistato ben tre medaglie in tre Olimpiadi diverse (Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012). La bandiera italiana sventola come non mai nella Federazione Pugilistica Italiana che domani accoglierà il Presidente Falcinelli, il cui arrivo a Roma all’aeroporto di Fiumicino è previsto intorno alle ore 16.00, e la Squadra Azzurra Olimpica, che atterrerà a Fiumicino alle ore 23.30 con il volo Alitalia AZ 209.

Il percorso degli azzurri ai XXX Giochi Olimpici di Londra 2012:

Manuel Fabrizio Cappai (49kg-GS Fiamme Oro): Squikky era al suo debutto Olimpico e, pur uscendo nei trentaduesimi di finale, ha confermato di essere un pugile di grandissima prospettiva grazie alle sue indubbie qualità. Il pass per Londra l’aveva staccato nel Torneo di Qualificazione Olimpica di Trebisonda e nella City è stato messo di fronte al filippino Mark Barriga, che dalla sua ha una maggiore esperienza internazionale. L’atleta asiatico si è aggiudicato il match, andato in scena il 31 luglio, per 17-7 (5-2; 4-2; 8-3). Manuel, per niente sconfortato, ha dichiarato che ora il suo obiettivo è Rio 2016.

Vincenzo Picardi (52 Kg – GS Fiamme Oro): Faccia di Bronzo non è riuscito a confermare il Terzo Posto di Pechino 2008. Si è, infatti, dovuto arrendere agli ottavi al – poi medaglia di argento – mongolo NYAMBAYAR Tugstsogt. Il match, svoltosi sul ring della South Excel Arena il 3 agosto, è stato molto combattuto e avvincente. Prima ripresa a favore dell’azzurro (6-4), mentre la seconda ha arriso al Mongolo (4-6) che ha pareggiato i conti. Nella terza i due non si sono risparmiati, ma per un punto è passato l’atleta asiatico (17-16; 6-7 terzo round).

Vittorio Jahyn Parrinello (56 Kg – CS Esercito): Parinox ha disputato un ottima Olimpiade, che l’ha visto uscire agli ottavi solo perché si è trovato di fronte il britannico Luke Campbell, laureatosi in seguito Campione Olimpico della categoria. L’azzurro ha esordito il 28 luglio - primo tra i nostri 7 atleti - contro il namibiano Jonas Matheus. Un match dominato dall’inizio alla fine da Parrinello, che si è aggiudicato tutti e tre i round (6-2; 7-3; 5-2) vincendo così per 18-7. Negli ottavi, come detto, la corsa di Parinox si è fermata il 1 agosto contro Campbell, che l’ha sconfitto al termine di un incontro molto tirato e nel quale il nostro ha dato tutto. Due riprese su tre – la prima e la terza – sono terminate in parità (3-3), a fare la differenza è stata la seconda, andata con un 5-3 al britannico che si è così aggiudicato il match per 11-9.

Domenico Valentino (60 Kg – GS Fiamme Oro): Nella categoria, che ha visto trionfare l’inossidabile Vasyl Lomachenko, la strada verso il podio per il nostro Mr. Tattoo si è fermata ai quarti contro la sorpresa Evaldas Petrauskas. Valentino, in quanto testa di serie, ha esordito negli ottavi (2 agosto, ndr) contro il britannico Josh Taylor, che il nostro ha superato grazie al 15-10 finale. Il match è stato sempre condotto dall’azzurro, che ha fatto sue due riprese su tre (prima e terza: 4-3; 7-3), mentre la seconda si è conclusa 4-4. Il lituano Petrauskas, vera e propria sorpresa del torneo, ha fermato Valentino ai quarti, superandolo alla fine di un incontro molto teso. Petrauskas ha vinto per 16-14 (5-6; 4-6; 5-4) in un incontro svoltosi il 6 agosto sul ring dell’Excel Arena.

Vincenzo Mangiacapre (64 Kg – GS Fiamme Azzurre): Murzy, alla sua prima partecipazione olimpica, ha conquistato uno straordinario terzo posto, che conferma tutta la sua classe e qualità come boxer. Come testa di serie, l’azzurro ha cominciato il torneo dagli ottavi (4 agosto), nei quali ha sconfitto per 20-14 (6-3; 6-5; 8-6) l’ungherese Gyula Kate. Nei quarti (8 agosto) c’è stata un’altra grande prestazione di Murzy, che ha sconfitto il kazako Daniyar Yeleussinov per 16-12 (5-4; 4-3; 7-5), conquistando così il pass per la semifinale. Dove, il 10 agosto, si è fermato di fronte al campione cubano Iglesias Sotolongo, che poi avrebbe conquistato l’oro. Sotolongo ha vinto per 15-8 (3-2; 7-4; 5-2)

Clemente Russo (91Kg – GS Fiamme Azzurre): Tatanka si riconferma d’argento in questa edizione dei Giochi Olimpici Londinesi. L’azzurro ha riconquistato la medaglia che aveva fatto sua nell’edizione di 4 anni fa a Pechino, entrando così nella storia poiché solo otto pugili nella storia (compreso L’argento oro Roberto Cammarelle) sono riusciti a vincere una medaglia nella stessa categoria in due edizioni diverse dei Giochi. Russo si è fermato a un passo dalla gloria, perdendo la finalissima dell’11 agosto contro l’ucraino Oleksander Usyk per 14-11 (3-1; 4-6; 4-7). Un match, quello contro Usyk, nel quale Tatnka ha dato tutto e ha confermato di essere un pugile di qualità eccelsa, come dimostra il suo sconfinato palmarès. Alla finale Russo c’era giunto sconfiggendo negli ottavi per WO l’angolano Silva Tumba (1 agosto), il cubano Larduet nei quarti il 5 agosto (12-10) e l’azero Mammadov in semifinale il 10 agosto(15-13).

Roberto Cammarelle (+91 Kg – GS Fiamme Oro): Game Over con l’argento conquistato entra a pieno titolo, anche se lo aveva fatto da tempo, nella leggenda della Boxe Italiana, Mondiale e Olimpica. E’ infatti uno dei 6 pugili capaci di vincere tre medaglie in tre edizioni dei Giochi Olimpici, che per Cammarelle sono Atene 2004, Pechino 2008 e Londra 2012. Il colore di questa medaglia londinese avrebbe potuto – e forse dovuto – essere dorato, ma la corsa di Cammarelle si è fermata contro l’idolo di casa Anthony Joshua, che nella combattutissima – e dominata da Game Over – finale del 12 agosto ha vinto per preferenza, a seguito del 18-18 finale (6-5; 7-5; 5-8). Il 10, contro tutto e tutti, Roberto aveva sconfitto in semifinale il Campione del Mondo in carica, MEDZHIDOV Magomedrasul, per 13-12. Un tiratissimo match, che ha visto il vantaggio iniziale dell’azero nella prima (6-4), la riscossa di Cammarelle nella seconda (4-6) e il trionfo finale dell’azzurro – al quale il risultato andava anche stretto - nella terza (2-3). Nei quarti, andati in scena il 6 agosto, Roberto ha faticato un po’ più del preventivato per far fuori il marocchino Mohammed Arjaoui, che ha sconfitto per 12-11 (3-3; 5-4;4-4). L’esordio per Game Over c’è stato negli ottavi del 1 agosto, nei quali ha battuto l’ecuadoregno Perea Castillo per 18-10 (4-2; 7-3; 7-5).