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(ASI) La storia tra Alessandro Del Piero e la Juve finisce qui. Diciannove anni, 513 presenze e 208 goal, dal di 19 Settembre 1993 del 4 a 0 di Juventus-Reggiana, al tanto emozionante 13 maggio 2012 del 2 a 0 di Juventus-Atalanta. Senza dimenticare quel 1 a 0 di Juventus-River Plate che consegnò la seconda Coppa Intercontinentale o le magie al Real Madrid e non dimenticando quell’anno da incubo in B, che Alex ricorda con tanto orgoglio. E’ vero lui è stato la Juve, ha affrontato tanti momenti bui, come quell’infortunio terribile di Udinese-Juve, che lo frenò molto e che lo riportò a urlare di gioia in un Bari-Juve, dopo la scomparsa del padre. Del Piero si è forgiato anche dai tanti allenatori che ha avuto Trapattoni, Lippi, Ancellotti, Capello, Deschamps, Ranieri, Ferrara, Zaccheroni e infine l’amico Conte. Non si sa dove andrà, cosa ne sarà di lui, ma quella maglia numero 10, per coloro che sono nati dagli anni ’80 in poi e non hanno memoria storica di Platini e breve di Baggio, non sarà più la stessa. Ha vinto tanto otto scudetti sul campo, 4 Supercoppe italiane, 1 Champion league, Supercoppa europea, Coppa Uefa, Coppa Italia e una Coppa del Mondo. E’ vero nulla è per sempre e la storia deve prendere il suo corso, anche se in questi giorni di giubilo nazionale, la mente è sicuramente andata a Dortmund e a quel 2 a 0 che ci portò a Berlino, dove tra l’altro Alex segnò il quarto rigore. Un campione del mondo, una leggenda, un esempio, insomma semplicemente Del Piero e chissà se un giorno il passato ritornerà?

Ma è inutile dilungarsi in parole, perché Alex dice tutto in queste, che non hanno bisogno di commento:

“Finisce qui, il mio contratto con la Juventus scade oggi.

Non è una notizia, ma sapere che è “ufficiale” fa comunque effetto. Per me non è un momento triste, non c’è rimpianto né nostalgia. Non più. Perché in questi giorni ho avuto modo di ripensare a tutto quello che è successo nella mia ultima stagione in bianconero, poi di lì tornare indietro, e rivivere il più bel sogno che avrei potuto sognare.

Tutti i ricordi, tutte le gioie, tutti i trionfi e – per dirla tutta – anche qualche recente amarezza… oggi tutte queste immagini mi passano davanti e a un certo punto si appannano e si dissolvono in quell’abbraccio meraviglioso della mia ultima partita a Torino. Quella è la fotografia che racchiude tutto, l’istantanea che voglio portare sempre con me, quella che dal 13 maggio mi si è stampata nel cuore. Incancellabile.

Qualche tempo fa, prima di partire per le vacanze, ho svuotato il mio armadietto a Vinovo e, uscendo dal campo d’allenamento, mi sono fermato là dove per molti mesi mi avete aspettato voi per un una foto, un autografo, un saluto… sotto la neve, il gelo, la pioggia, il sole che picchia. Ma questa volta sono io a salutarvi e a  ringraziarvi, come voi avete fatto con me.

I giocatori passano, la Juventus rimane. Rimangono i miei compagni, ai quali auguro il meglio: tiferò sempre per loro. Rimanete soprattutto voi tifosi, che siete la Juventus. Rimane quella maglia che ho amato e amerò sempre, che ho desiderato e rispettato, senza alcuna deroga, senza sconti. Sono felice che altri dopo di me possano indossarla, anche e soprattutto la “10” che da quando esistono i nomi sulle maglie bianconere, ha sempre portato il mio. Sono felice per chi la indosserà l’anno prossimo, sono felice che da qualche parte – in Italia e nel mondo – qualcuno sta sognando di indossarla. E sarei orgoglioso che volesse ripercorrere la mia storia, come io ho fatto con altri campioni, altri esempi, altre leggende.

Da domani non sarò più un giocatore della Juventus, ma rimarrò per sempre uno di voi.

Adesso comincia un’altra avventura. E io sono carico come 19 estati fa.

Arrivederci, ragazzi. Grazie di tutto.

Alessandro

Daniele Corvi – Agenzia Stampa Italia