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(ASI) Non si parla di gossip, ma di calcio. Forse sarà l’aria familiare delle mondane uscite estive, ma Cesena ha visto finalmente l’urlo di gioia Borriello, cui si è unita in un’abbraccio tutta la squadra. Proprio domenica l’attaccante campano aveva sperato di segnare in questa stagione e aveva preannunciato che i goal sarebbero arrivati. Promessa mantenuta, per un goal che pesa moltissimo per la corsa scudetto e che spedisce matematicamente il Cesena in B.

 

La squadra di Beretta però esce a testa altissima, disputando una gara coriacea, cercando di tamponare le sfuriate bianconere e cercando di rendersi insidiosa con Santana e Parola. Partita subito in salita perché per un fallo di mano di Moras, viene concesso un rigore. Pirlo va alla battuta e anche questa volta non segna, ma colpisce il palo, senza però ribattere in rete. La Juve prova il forcing, Antonioli si supera su un colpo di Matri e la Juve con un occhio a Milano prova, ma non sfonda.

Nel secondo tempo stesso let motiv, con i minuti che passano e il nervosismo che sale, testimoniata dalle ammonizioni di Vidal, Matri (diffidati) e Pirlo. Ci vuole un’idea di Conte, via Caceres, per l’ex acclamato Giaccherini e poi Juve tutta avanti con Del Piero per Matri e Borriello per De Ceglie. Si vede il capitano che cerca di districarsi nell’affollata area rigore romagnola, ma Antonioli fa buona guardia. Così l’ex romanista fa un miracolo su una punizione di Pinturicchio. La Juve non ci sta e ci vuole un asse tutto ex Roma, per abbattere l’ex numero uno giallorosso, assist delizioso di testa di Vucinic e Borriello che da centro area trafigge facendo esplodere il Manuzzi. Profumo di scudetto, Juve virtualmente a +5, euforia dei tifosi che però si ridimensiona con la notizia del vantaggio milanista di Boateng contro il Genoa. La Juve sfiora più volte il raddoppio, mentre a San Siro diffonde la notizia del pareggio fantasma del Cesena, che mette le ali ai rossoneri, ma poi si capisce che era tutto uno scherzo e che gli uomini di Conte non si sarebbero fatti ingannare dall’ormai retrocesso Cesena.

Ha detto bene Conte, è ancora presto per festeggiare e la prova del Cesena ne è una dimostrazione, bisogna frenare gli entusiasmi, perché nel calcio tutto può succedere e giocarsela fino alla fine. Il contributo di Borriello non poteva avvenire in un momento migliore ed è una sorta di vendetta dell’ex milanista verso i suoi ex compagni di squadra. Mancano ancora quattro partite, ma ritrovare un ariete come l’attaccante campano è una bella notizia. Non c’è tempo per festeggiare che domenica si deve andare da un’altra squadra praticamente spacciata, il Novara, che però come può accadere nel calcio, ha battuto a dispetto dei pronostici una Lazio in piena corsa Champion, che vuole chiudere con dignità la sua breve esperienza in A. Il Milan, con i ritrovati Boateng e Cassano dovrà vedersela con l’ottimo Siena di Sannino. Un ultima menzione la merita sempre Borriello che ha dedicato il goal a Fortunato, il difensore bianconero campano scomparso per leucemia nel 1995 a soli 24 anni. E forse sarà stato proprio l’indimenticato difensore a guidare il piede del suo compaesano.

Daniele Corvi - Agenzia Stampa Italia