COnte091119(ASI) Milano- Concentrato e soddisfatto, Antonio Conte si presenta in sala stampa con il volto disteso di chi sa che la propria squadra non solo ha dato il massimo, ma ha anche raccolto tutto quello che aveva seminato nell’ultimo periodo, a differenza delle ultime partite. Una gara a senso unico dove i nerazzurri hanno travolto il Genoa 4-0, ma con tanti segnali positivi dopo alcuni match meno brillanti.

 

“Le difficoltà in questa prima metà di stagione sono state tante, ma le fatiche alla fine vengono sempre premiate”. L’allenatore sa di aver tirato sempre la squadra a mille, spesso non al completo, ma per morale e classifica i tre punti stavolta erano troppo importanti. Umile avversario il Genoa di oggi, ma dopo l’eliminazione in Champions e i pareggi con Roma e Fiorentina Conte voleva chiudere il 2019 alla pari con i bianconeri. “Confidiamo ora che dopo la pausa tornino al meglio altri giocatori che ci mancano da troppo tempo. Sensi è riuscito a giocare l’ultima parte della partita stasera, ma sono certo che la società ci darà una mano anche sul mercato. Questo 4-0 era esattamente la risposta e la reazione che mi aspettavo dai miei ragazzi alla fine di questa prima fase di stagione”.

 

Fra tuttivi riferimenti, impossibile non commentare l’esordio dal primo minuto di Sebastiano Esposito. Classe 2002, è stato il secondo giocatore più giovane dell’Inter a segnare una rete in Serie A.

“Ho scelto Esposito per le sue caratteristiche offensive e sono contento per il suo primo gol. Posso solo considerare in maniera positiva il gesto di Lukaku, il rigorista designato, nel lasciargli il pallone dal dischetto. Con la sua doppietta Romelu ha mostrato a tutti la sua voglia di far bene e aiutare la squadra”.

 

Come sempre un accenno alla forza del gruppo, fra vecchi e nuovi. “Abbiamo avuto tanti problemi in rosa, assenze e guai fisici. Sono felice di aver recuperato giocatori come Borja Valero. Mi sono sempre posto l’obiettivo di anteporre il gruppo al signolo. È solo grazie a questo principio che oggi siamo in testa alla classifica, con 42 punti alla pari con la Juve. Se lo spartito è chiaro, possiamo anche permetterci di cambiare gli interpreti. Giovani e veterani lo stanno dimostrando grazie a grandi sacrifici”.

 

Lorenzo Nicolao - Agenzia Stampa Italia