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(ASI) Una partita dagli antichi sapori e tristemente destinata alla lotta Uefa. Tuttavia le due squadre hanno dimostrato buon gioco e hanno divertito. Nel primo tempo la Roma ha attaccato, ma si è trovata di fronte uno strepitoso Storari, che ha neutralizzato due volte Totti e una Vucinic. Un romano che si mette in mezzo al suo passato, sebbene non l’unico tra i bianconeri nati nella regione del Lazio e oltre a Bonucci di Viterbo e Pepe di Albano laziale, c’è l’ex Motta, il vecchio pilastro Aquilani e il bistrattato Grosso, dai natali romani e che ha illuminato il secondo tempo juventino. Cross dalla sinistra per il settimo sigillo di Krasic e poi passaggio filtrante per Matri che ha chiuso i conti. Bisogna precisare che prima del goal è uscito il gladiatore Mexes, ma la Juve nel secondo tempo ha massacrato i giallorossi meritando pienamente e riaprendo timide speranze per un finale dignitoso.  La Roma esce delusa e Montella ottiene la sua prima sconfitta. Non va bene però neanche alla Lazio, che dopo un due a zero senza attenuanti per il Napoli, si fa pareggiare. Ma i biancocelesti assestano il presunto colpo del ko del 3 a 2. Ma il Napoli si può arrendere? Infatti Cavani prima si fa atterrare, facendo espellere Biava e poi incanta con la sua tripletta per il favoloso 4 a 3, che profuma di scudetto. Partita meravigliosa, che si porta dietro polemiche, ma che esalta questa grandissima giornata di calcio. Gioisce il Milan, che si prende il guanto di sfida del Napoli e dopo il crollo dell’Udinese a Lecce e i ko delle romane, sorride un po’ anche la Juve, che con i rimanenti e senza big convince.

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