(ASI) - Il programma SAFE è stato approvato dall'Unione europea nel 2026 come uno degli strumenti destinati a sostenere il rafforzamento delle capacità difensive degli Stati membri attraverso prestiti agevolati.
L'iniziativa trova spazio nel più ampio processo di rafforzamento della cooperazione europea nel settore della sicurezza, avviato anche alla luce del mutato scenario internazionale.
Torna “di moda” il dibattito sull'adesione dell'Italia al programma europeo SAFE (Security Action for Europe, a seguito dell'informativa del ministro degli Esteri Antonio Tajani e dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Tajani ha annunciato che il Governo ha prenotato 14,9 miliardi di euro delle risorse assegnate all'Italia nell'ambito del programma SAFE, precisando tuttavia che la decisione definitiva sull'effettivo utilizzo o meno delle somme stanziate, sarà assunta entro la fine dell'anno.
Il vicepremier ha precisato infatti che il termine “prenotazione” non equivale all’opzione definitiva di impiegare integralmente i fondi disponibili, ma una sorta di manifestazione di interesse e non un impegno definitivo. Infatti solo successivamente alla valutazione del Parlamento, sarà definita la proposta relativa agli investimenti da realizzare. Sul piano politico infatti, il confronto si basa più sulle modalità e sui tempi con cui l'Italia potrà eventualmente ricorrere ai finanziamenti. Le dichiarazioni di Tajani e quelle successive di Borghi convergono infatti su un punto: la prenotazione delle risorse non coincide con la decisione definitiva di impiegarle. Rimane invece aperta la valutazione sull'entità effettiva dei fondi da utilizzare e sulle relative destinazioni, che il Governo ha indicato come oggetto di una successiva decisione entro la fine dell'anno.
All'inizio di luglio, infatti, fonti di governo avevano indicato che l'eventuale ricorso ai prestiti SAFE sarebbe stato collegato a un passaggio parlamentare relativo alle misure per la difesa, lasciando intendere che non vi fosse ancora una decisione definitiva sull'attivazione dello strumento europeo. Anche in quella fase il Governo aveva evidenziato la necessità di valutare tempi, opportunità e compatibilità con il quadro della finanza pubblica.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia
Foto AI ChatGPT su prompt di Carlo Armanni


