(ASI) “In molte città italiane, trovare una casa a prezzi accessibili sta diventando sempre più un percorso a ostacoli. Affitti alle stelle, stipendi stagnanti e scarsità di alloggi stanno trasformando l’abitare in un problema sociale di primo piano, che colpisce soprattutto giovani, studenti, anziani e famiglie con redditi medio-bassi.
E le cause sono molteplici: dall’aumento della domanda nei grandi comuni alla crescita degli affitti turistici a breve termine; dalla mancanza di politiche abitative efficaci alle speculazioni immobiliari, fino ai salari che non tengono il passo con il costo della vita. Con il risultato complessivo di un mercato immobiliare sempre più inaccessibile. Quali le possibili soluzioni? Alcuni Paesi europei stanno sperimentando modelli innovativi: tetti agli affitti, incentivi per l’housing sociale, rigenerazione urbana di edifici inutilizzati, co-living e abitazioni condivise, maggior regolamentazione degli affitti brevi. Tutte idee interessanti che potrebbero essere adattate anche al contesto italiano. L’emergenza abitativa, infatti, non è un problema individuale, ma collettivo. Affrontarlo significa garantire dignità, stabilità e futuro a milioni di persone. Una società che non assicura un tetto ai suoi cittadini è una società che rischia di perdere coesione e fiducia. La casa non può essere un lusso: deve tornare a essere un diritto”. Cosi, in una nota stampa, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.

