(ASI) "L'accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali per il 2026 rappresenta l'ennesima dimostrazione di come la gestione delle relazioni sindacali nel comparto sanità pubblica lombarda sia ormai inadeguata a tutelare realmente i lavoratori. UGL Salute prende atto, ancora una volta, che le sigle sindacali titolari della trattativa non sono riuscite a ottenere condizioni economiche dignitose per il personale del SSR.
Non è sufficiente denunciare a posteriori, con comunicati indignati, una proposta che si è contribuito a costruire seduti allo stesso tavolo. La responsabilità di un risultato negoziale insoddisfacente ricade anzitutto su chi ha condotto la trattativa. Le quote pro-capite ridotte, la diluizione delle risorse su una platea più ampia di aventi diritto, la cancellazione della "quota per tutti i turnisti", tutti elementi che erano prevedibili e contrastabili con una strategia negoziale più incisiva fin dalle prime fasi del confronto con la Regione, non solo a giochi ormai fatti! I lavoratori della sanità lombarda, già provati da carenze d'organico e turni massacranti, meritano un sindacalismo che sappia ottenere risultati concreti al tavolo, non dichiarazioni di principio dopo la firma o la mancata firma dell'intesa. UGL Salute ribadisce la necessità di un cambio di passo nella rappresentanza sindacale del comparto, servono trattative più determinate, capacità di proposta reale e la volontà di rompere schemi negoziali che, anno dopo anno, producono risultati insufficienti per chi lavora ogni giorno nei reparti e sul territorio." Così in una nota UGL Salute.


