(ASI) "Dati recenti dell'Istat certificano che la retribuzione media annua dei dipendenti umbri è dell'11,2% inferiore a quella media nazionale. Il 25,7% dei laureati occupati svolge mansioni inferiori al titolo posseduto; il part-time involontario raggiunge il 10,2%.
La commedia partitica nazionale mette in scena il giochino del bipolarismo funzionale a Bruxelles che negli ultimi trent'anni ha ridotto salari e spesa sociale servendosi trasversalmente di ogni forza parlamentare. Rompere lo schema destra-sinistra significa capire la vera frattura, quella tra popolo ed èlites, tra l'Italia che produce e vive del proprio lavoro e quella che specula, tra i manager che incassano i dividendi delle fabbriche di armi con la guerra e chi patisce le fatiche di un'economia continentale massacrata dalla Von Der Leyen e i suoi funzionari del partito unico del riarmo della speculazione, dell'aumento dei prezzi. Urge quindi un'opposizione vera, anti-establishment che parli al lavoro italiano nella sua interezza , dalle piccole e medie imprese, alle partite iva, dai dipendenti agli autonomi, sino agli artigiani e ai professionisti. Perchè in Italia la rappresentanza sindacale e associativa deve essere confinata dentro CGIL CISL UIL e Confindustria che oggi non sono più la maggioranza del mondo del lavoro? L'accordo del 1 maggio esclude più della metà dei lavoratori e delle aziende italiane " A dirlo CON UNA NOTA è Marco Rizzo, leader di Democrazia Sovrana e Popolare che presenta a Gubbio un'iniziativa su "politica assente e rappresentanza negata " a Gubbio dalle ore 17 (Hub hotel, 26 giugno) sui temi del lavoro, delle periferie di oggi e di ieri e della sicurezza."


