(ASI) Roma,- "La condanna a 7 anni e 4 mesi del torturatore libico Almasri da parte del tribunale penale di Tripoli, per 'aver violato i diritti dei detenuti', conferma che l'Italia per gravissima responsabilità del governo Meloni si è trasformata in uno Stato canaglia.
Quello che non ha fatto il nostro Paese lo ha fatto la Libia, che non è esattamente la culla del diritto penale. Le sciocchezze diffuse a caldo dal centrodestra per provare a sfruttare la situazione e coprire i suoi enormi scheletri nell'armadio, susciterebbero ilarità e compassione se il tema non fosse drammaticamente serio. Almasri non era un cittadino straniero da espellere e rimandare in patria perchè costituiva un 'pericolo per la sicurezza nazionale', come ad esempio ha detto l'onorevole Montaruli, considerando anche che le nefandezze sui migranti di cui è responsabile le commetteva laddove aveva il potere di farlo, cioè in Libia. Almasri era una persona sottoposta a mandato di cattura della Corte Penale Internazionale, la massima espressione della giustizia a livello globale, e l'Italia aveva il dovere giuridico oltre che etico e politico di consegnarlo alla Cpi dopo averlo arrestato. Se ciò non è avvenuto è per una chiara, e ormai nota a tutti, scelta politica vergognosa compiuta dal governo italiano, un indecente atto di viltà con cui venne sottratto alla giustizia internazionale". Lo affermano i rappresentanti del M5S nelle commissioni Giustizia della Camera e del Senato Stefania Ascari, Anna Bilotti, Federico Cafiero De Raho, Valentina D'Orso, Carla Giuliano, Ada Lopreiato e Roberto Scarpinato.

