Hamas, Ambrosi (FDI): nessuna ambiguità con chi giustifica i terrorismo. Bene le nuove sanzioni UE

(ASI) "Accolgo con favore la decisione del Consiglio dell'Unione europea di estendere il regime sanzionatorio nei confronti dei membri dell'ufficio politico di Hamas, riconoscendone la responsabilità nel promuovere, difendere e giustificare azioni terroristiche e violente.

Si tratta di un passaggio particolarmente significativo perché il Consiglio dell'Unione europea ha deciso di inserire nella lista delle sanzioni dieci membri del Politburo di Hamas, l'organo politico che partecipa alle decisioni strategiche dell'organizzazione. Secondo il Consiglio, questi soggetti svolgono un ruolo rilevante nel processo decisionale e esercitano una significativa influenza sulle attività dell'ala militare di Hamas, assumendo quindi una responsabilità complessiva rispetto alle sue azioni violente.
Il documento approvato afferma inoltre che i membri del Politburo hanno conoscenza della pianificazione, della preparazione e dell'esecuzione delle azioni violente di Hamas e che, in numerose occasioni, hanno pubblicamente difeso, giustificato e sostenuto tali attività, arrivando persino a minacciare nuovi attacchi terroristici.
A seguito dell'ampliamento delle misure restrittive, il regime sanzionatorio europeo arriva a riguardare complessivamente 21 persone fisiche e 3 entità. Le misure previste comprendono il divieto di ingresso nell'Unione europea, il congelamento dei beni e il divieto di mettere a disposizione fondi o risorse economiche, direttamente o indirettamente, a favore dei soggetti sanzionati.

Il provvedimento segue l'accordo politico raggiunto dai Ministri degli Esteri dell'Unione europea lo scorso 11 maggio e rappresenta un ulteriore rafforzamento del quadro sanzionatorio istituito dall'UE contro Hamas e la Jihad Islamica Palestinese.
In un contesto internazionale segnato da tensioni crescenti, instabilità regionale e minacce sempre più complesse alla sicurezza globale, è fondamentale affermare un principio semplice ma non negoziabile: non può esistere alcuna ambiguità nei confronti del terrorismo. Chi pianifica, sostiene, finanzia, giustifica o legittima la violenza contro civili innocenti deve essere chiamato a risponderne.

L'iniziativa adottata dal Consiglio dell'Unione europea rappresenta un segnale politico forte e conferma la validità della linea perseguita dall'Italia negli ultimi anni. Attraverso l'azione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del Ministro degli Esteri Antonio Tajani, il nostro Paese ha promosso con determinazione nelle sedi europee e internazionali una politica di assoluta fermezza nei confronti del terrorismo e delle organizzazioni che lo sostengono. Dalla decisione europea di inserire i Pasdaran iraniani nella lista delle organizzazioni terroristiche fino all'estensione delle sanzioni ai vertici politici di Hamas, l'Europa sta progressivamente adottando una strategia più chiara e coerente: colpire non soltanto gli esecutori materiali degli attentati, ma anche coloro che ne pianificano, sostengono o giustificano l'azione sul piano politico e organizzativo.
Per troppo tempo in Europa si è cercato di distinguere tra chi esegue materialmente gli atti terroristici e chi li pianifica, li sostiene o li giustifica sul piano politico. L'orientamento assunto oggi dall'Unione europea supera finalmente questa impostazione, riconoscendo che chi contribuisce alle strategie, alla legittimazione e alla propaganda della violenza terroristica ne condivide inevitabilmente la responsabilità.

La sicurezza, la libertà e la pace non sono valori in contrapposizione tra loro. Al contrario, una pace autentica può esistere soltanto quando vengono contrastati con fermezza coloro che scelgono il terrorismo come strumento politico e quando vengono isolate le organizzazioni che alimentano odio, radicalizzazione e violenza.
Come componente della Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei Deputati e Vicepresidente nazionale dell'Unione Interparlamentare Italiana con delega al dialogo, alla cooperazione e alle relazioni tra i popoli, considero essenziale continuare a promuovere il confronto, la diplomazia e il dialogo tra le nazioni. Tuttavia il dialogo può esistere soltanto tra chi riconosce il valore della vita umana, il rispetto del diritto internazionale e il rifiuto della violenza come strumento di affermazione politica.

L'Europa sta compiendo passi importanti nel rafforzamento degli strumenti di contrasto alle organizzazioni terroristiche e ai loro sostenitori. È una strada che deve proseguire con determinazione, senza cedimenti e senza doppi standard, perché la difesa della democrazia, della sicurezza e della convivenza pacifica tra i popoli richiede coraggio, coerenza e responsabilità." Lo dichiara in una nota la deputata di Fratelli d'Italia Alessia Ambrosi, componente della Commissione Politiche dell'Unione europea della Camera dei Deputati e Vicepresidente nazionale dell'Unione Interparlamentare Italiana

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