(ASI) Si riaccende nuovamente il dibattito sul fine vita, con il Senato che ha approvato la questione sospensiva presentata da Fratelli d’Italia sul disegno di legge promosso dal senatore del Partito Democratico Alfredo Bazoli e sottoscritto dalle altre forze di opposizione.
Con 88 voti favorevoli e 59 contrari, il provvedimento è stato dunque rinviato alle Commissioni Giustizia e Sanità di Palazzo Madama, interrompendo l’esame in Aula e riaprendo il confronto parlamentare sul tema.
Uno dei principali punti di contrasto tra Governo e opposizione, riguarda il ruolo del Servizio sanitario nazionale nelle procedure di morte volontaria medicalmente assistita. Le opposizioni chiedono un coinvolgimento diretto del sistema sanitario pubblico, mentre il testo della maggioranza prevede invece un’impostazione sostanzialmente differente, che ha alimentato il confronto politico e giuridico negli ultimi mesi, sfociando in Senato, con FdI che ha presentato una presentato una questione sospensiva, lo strumento parlamentare che interrompe temporaneamente la discussione di un provvedimento per rinviarne l’esame, sostenendo la necessità di proseguire il lavoro nelle Commissioni specificatamente create.
Secondo il presidente della Commissione Sanità del Senato, Franco Zaffini, l’obiettivo della maggioranza è arrivare a una legge che recepisca le indicazioni contenute nelle sentenze della Corte costituzionale senza tuttavia estendere la disciplina, a forme assimilabili all’eutanasia o all’omicidio del consenziente.
Di contrasto Alfredo Bazoli, che a voce alta sostiene che il rinvio in Commissione può rischiare di tradursi nell’affossamento definitivo della proposta; esponenti del Movimento 5 Stelle hanno invece accusato la maggioranza di voler rinviare ulteriormente una decisione su una materia che, secondo loro, richiede una risposta legislativa.
La palla torna dunque alle Commissioni Giustizia e Sanità del Senato, dove sono attesi ulteriori emendamenti e soprattutto nuovi confronti tra maggioranza e opposizioni. Il tema del fine vita resta uno dei dossier più delicati della legislatura, perché coinvolge questioni etiche, giuridiche, sanitarie e costituzionali che da anni dividono il Parlamento e soprattutto il nostro Paese.
Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia


