(ASI) “Negli ultimi anni l’inflazione è tornata a essere uno dei temi più rilevanti per le famiglie italiane. L’aumento dei prezzi, inizialmente legato alla ripresa postpandemica, è stato aggravato dai conflitti internazionali in corso.
Questi eventi hanno reso più instabili i mercati globali, incidendo direttamente sul costo della vita e sulle abitudini quotidiane degli italiani. L’inflazione attuale dunque non nasce da un’unica causa, ma da una combinazione di elementi che si sono sovrapposti. Col risultato che essa colpisce soprattutto i beni essenziali, rendendo più difficile la gestione delle spese quotidiane: dai generi alimentari al carburante, dai mutui e affitti ai servizi alla persona. Insomma, il potere d’acquisto delle famiglie si è ridotto, soprattutto per giovani, pensionati e nuclei con redditi mediobassi. Molti italiani hanno modificato le proprie abitudini: spesa più attenta, riduzione delle attività ricreative, rinvio di acquisti importanti. E ancora, l’inflazione che stiamo vivendo non è solo un fenomeno economico: è il riflesso della fragilità geopolitica e della dipendenza energetica dell’Italia e dell’Europa. I conflitti in Ucraina e in Medio Oriente hanno mostrato quanto il nostro sistema economico sia esposto agli shock esterni. Le misure adottate finora hanno attenuato gli effetti più immediati, ma non hanno risolto i problemi strutturali. E limitarsi a contenere i prezzi non basta. Serve una strategia di lungo periodo che punti su: energia rinnovabile, diversificazione delle fonti, politiche salariali più eque, investimenti in innovazione e logistica, e maggiore autonomia produttiva. Senza un cambiamento profondo, infatti, ogni nuova crisi internazionale rischierà di trasformarsi in un aumento del costo della vita, con conseguenze sempre più pesanti per le famiglie italiane”. Cosi, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca


