La Commissione Femminicidio accelera sull’IA: tutela penale per le vittime

(ASI) La Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio ha avanzato una proposta per introdurre un reato specifico legato alla diffusione di contenuti sessuali generati tramite intelligenza artificiale, con particolare riferimento ai cosiddetti deepfake.

La questione nasce dall’aumento della circolazione di immagini e video manipolati digitalmente, realizzati con sistemi di IA in grado di sovrapporre il volto di una persona su corpi diversi, spesso in contesti esplicitamente sessuali. 

Questi contenuti, definiti appunto deepfake, possono essere facilmente diffusi online senza il consenso della persona coinvolta, e sono potenzialmente in grado di generare danni reputazionali e psicologici di notevole rilievo. Secondo quanto emerso nei lavori della Commissione, il fenomeno viene considerato una nuova forma di violenza di genere, in quanto colpisce in prevalenza donne e ragazze. La proposta mira quindi a colmare un vuoto normativo: attualmente, l’ordinamento italiano prevede il reato di revenge porn, ma non contempla in modo esplicito i contenuti artificiali generati che possono essere definiti ex novi.

A tal proposito, la commissione ha ascoltato esperti di diritto, di tecnologia e tecnici della polizia postale e altre autorità, che hanno evidenziato come l’evoluzione degli strumenti digitali renda sempre più difficile distinguere tra contenuti autentici e manipolati. Questo rende tutto più complicato e in particolare anche l’attività investigativa e giudiziaria. 

La proposta dunque, punta a introdurre una fattispecie penale autonoma o un’estensione delle norme esistenti, con l’obiettivo di punire la produzione e la diffusione di contenuti sessuali falsi realizzati con IA senza consenso. Si tratta di una misura che si colloca nel quadro più ampio delle politiche europee e internazionali sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale e sulla protezione dei dati personali. L’intervento legislativo, se approvato, rappresenterebbe una risposta piuttosto immediata di adattamento del diritto penale a un contesto tecnologico in rapida evoluzione. 

Carlo Armanni - Agenzia Stampa Italia 

Foto AI Sora su input Carlo Armanni

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