La discrepanza tra progresso tecnologico e mentalità politica.
(ASI) Esiste un filo rosso tragico che unisce il 1914 al 2026, contraddistinto dalla discrepanza tra progresso tecnologico e mentalità politica, dovuto al divario incolmabile tra la velocità dell'innovazione e la lentezza delle strutture cognitive umane all'epoca come oggi.
Nel 1914, i leader europei gestivano eserciti dotati di mitragliatrici e ferrovie con la mentalità diplomatica del Congresso di Vienna.
Oggi, ci troviamo in una situazione speculare. Mentre l'Intelligenza Artificiale, la cyber-warfare e la globalizzazione digitale corrono a ritmi esponenziali, le classi dirigenti degli Stati Nazione restano ancorate a concetti di sovranità e sfere d'influenza tipici del Novecento.
La storia contemporanea dimostra che il progresso tecnologico accelera sempre più velocemente della capacità delle masse e dei governi di metabolizzarlo.
Come i generali del 1914 non compresero l'impatto distruttivo della difesa moderna finché non videro le trincee e la marea di morti causati dalle mitragliatrici che hanno falciato i soldati andati all'assalto o alla carica come ai tempi di Napoleone, oggi rischiamo di comprendere la pericolosità delle nuove tecnologie solo attraverso uno shock inevitabile.
La crisi del 1914 dovrebbe insegnare che quando la "macchina" del progresso supera il "conducente" politico, il disastro non è una possibilità, ma una certezza statistica. Siamo, ancora una volta, sonnambuli che camminano sul ciglio di un abisso tecnologico, armati di una saggezza politica tragicamente obsoleta, e ancora una volta potrebbe essere la frontiera est dell'Europa, insanguinata dalla fratricida guerra fra Russia ed Ucraina, ad accedere quella miccia che nel 1914 fece deflagrare la Grande Guerra, oppure sempre ad Oriente ma più a Sud, potrebbe essere la crisi mediorientale che sta portando allo scontro tra Usa, Israele contro l'Iran (appoggiato indirettamente dalla Cina).
Cristiano Vignali - Agenzia Stampa Italia
Nella foto prodotta dalla I.A. Gemini la mentalità obsoleta della classe dirigente del 2026 come nel 1914 rispetto al progresso tecnologico.


