(ASI) "In Italia vivono milioni di anziani che hanno lavorato una vita intera, ma che oggi si trovano a dover affrontare la vecchiaia con pensioni spesso insufficienti a coprire le spese essenziali. Il tema non è solo economico: riguarda dignità, salute, autonomia e qualità della vita. I dati ufficiali confermano una situazione difficile e complessa, con importi medi bassi e un numero crescente di persone che vivono al limite della povertà.
Ad esempio dai dati INPS emerge che oltre 4,2 milioni di pensioni sono di natura assistenziale, quindi generalmente molto basse; una quota significativa delle pensioni previdenziali non supera i 1.000 euro mensili; e molte pensioni minime si aggirano intorno ai 600–700 euro, insufficienti per far fronte a spese come affitto, bollette, farmaci e alimentazione. Numeri che fotografano una condizione di fragilità economica che colpisce soprattutto: donne anziane con carriere discontinue, lavoratori con contributi bassi, e persone che hanno svolto lavori precari o mal retribuiti. Inoltre il Rapporto annuale INPS 2024 evidenzia come l'Italia sia uno dei Paesi più anziani d'Europa e questo significa che le pensioni devono sostenere periodi sempre più lunghi di vita, mentre i contributi versati durante la carriera lavorativa spesso non sono sufficienti a garantire importi adeguati. Ma cosa significa una vita quotidiana con una pensione bassa? Per molti anziani italiani, vivere con una pensione minima significa: rinunciare a cure mediche non coperte dal SSN, limitare l'acquisto di alimenti di qualità, affrontare difficoltà nel pagare bollette e affitto, ridurre la socialità per mancanza di risorse, e dipendere economicamente dai familiari. Insomma, la povertà nella terza età è un fenomeno spesso nascosto, ma profondamente diffuso. Cosa fare dunque? Secondo Accademia Iniziativa Comune, è necessario innanzitutto: ripensare il sistema contributivo, sostenere chi ha carriere fragili, garantire un reddito minimo adeguato, e investire in politiche sociali che proteggano davvero la terza età. Una società che non tutela i suoi anziani è una società che dimentica il proprio passato e compromette il proprio futuro". Così, in una nota, Carmela Tiso, portavoce nazionale di Accademia Iniziativa Comune e presidente della associazione Bandiera Bianca.


