Squarta (FDI/ECR) relatore in Europa sulla Strategia UE per la Gioventù 2029-2027: ai giovani servono risposte concrete, non burocrazia. L’Europa punti su lavoro, competenze e futuro”

(ASI) Nel corso della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento europeo è stato esaminato lo stato di attuazione della Strategia dell’Unione europea per la Gioventù 2019–2027.

Marco Squarta, relatore per FDI/ECR, ha illustrato la posizione del gruppo, sottolineando come la Strategia abbia contribuito a mantenere l’attenzione politica sui giovani, ma presenti ancora evidenti limiti sul piano dell’efficacia e dei risultati.

L’analisi svolta mette in evidenza progressi nella partecipazione giovanile, ma anche forti disomogeneità tra gli Stati membri, carenze nei meccanismi di verifica, difficoltà nell’inclusione dei giovani delle aree interne, dei ragazzi che non studiano e non lavorano e dei soggetti più fragili, oltre a nuove criticità, come salute mentale, costo degli alloggi, sicurezza e trasformazione digitale, che richiedono risposte più incisive.

“Per il gruppo FDI/ECR – dichiara Squarta – l’Unione europea deve concentrarsi su ciò che produce effetti reali e costanti, come il coordinamento tra Stati, il sostegno mirato alla formazione e programmi capaci di offrire vere opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. Non servono nuovi livelli di burocrazia, ma politiche che incidano davvero sulla vita dei giovani, e che la migliorino”

Squarta ha ribadito la necessità di rispettare il principio di sussidiarietà e le competenze nazionali in materia di istruzione, lavoro e politiche sociali, evitando un’eccessiva centralizzazione delle decisioni.

“Chiediamo obiettivi chiari e verificabili, un controllo serio sull’impatto delle politiche europee sui giovani e un legame più forte tra formazione, occupazione e competitività. Le risorse europee devono sostenere lo sviluppo di competenze spendibili e l’ingresso nel mondo del lavoro, senza duplicazioni né appesantimenti normativi”.

Nel corso del dibattito, il gruppo ECR ha inoltre chiesto maggiore attenzione ai giovani delle aree rurali, ai ragazzi esclusi dai percorsi formativi e occupazionali e un utilizzo più efficace dei fondi europei, affinché arrivino ai territori e alle comunità locali, ma per incidere significativamente.

In vista del quadro successivo al 2027, Squarta ha annunciato la presentazione di proposte di modifica per rendere la Strategia più mirata, più snella e maggiormente orientata ai risultati “più che parlare di strategie dovremmo iniziare a parlare di obiettivi raggiunti”.

“I giovani non chiedono slogan – conclude Squarta – ma lavoro, casa, sicurezza e prospettive. L’Europa deve smettere di produrre documenti e iniziare a costruire futuro. Questa è la linea del nostro gruppo, perfettamente coerente con i bisogni dei nostri territori. L’Italia è un posto bellissimo, disseminato però di piccoli centri. Dobbiamo garantire stessi livelli di partenza per tutti, e il soddisfacimento di bisogni che restano uguali a qualunque latitudine. Dalla mia Umbria arrivano richieste precise per avvicinare i giovani alle giuste opportunità, per renderli autonomi nelle scelte di crescita professionale e per scongiurare fughe all’estero per vedersi riconosciuti merito e competenze. Dobbiamo agire su questo senza altri ritardi”

 

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