Referendum, Scalise (Noi Moderati): "È un rafforzamento dell'equilibrio del processo, Procure non siano più uffici stampa"

(ASI)Roma – "Oggi pubblico ministero e giudice appartengono allo stesso ordine, condividono carriera, valutazioni e organi di autogoverno. Con la riforma questa commistione viene superata", così i cittadini "avranno finalmente la garanzia di un giudice realmente terzo fin dall’inizio del procedimento".

Lo ha detto l'avv. Gaetano Scalise, già presidente della Camera penale di Roma e responsabile dipartimento giustizia di Noi Moderati, nel corso di un'intervista a 'Il Riformista' di oggi. "Il pubblico ministero torna a essere pienamente parte processuale; il giudice viene rafforzato nella sua funzione di arbitro imparziale. Non è una rivoluzione punitiva contro la magistratura, ma un rafforzamento dell'equilibrio del processo, nell'interesse di tutti".

"Le argomentazioni del "no" non reggono a un'analisi tecnica – ha sottolineato Scalise -. L'indipendenza del giudice non viene toccata, l'autonomia del pubblico ministero resta intatta. Cambiano solo i percorsi di carriera e di autogoverno. Il processo penale europeo funziona così da decenni, senza che nessuno parli di giustizia sotto controllo del potere politico".

E, parlando della connessione tra Procure e giornali, ha detto: "Oggi l'indagine penale troppo spesso diventa narrazione mediatica, con effetti devastanti sulla reputazione delle persone, anche quando poi vengono assolte. La Procura non può essere un ufficio stampa. Serve la responsabilità effettiva per la diffusione indebita di atti coperti da segreto e limiti stringenti alla pubblicazione di intercettazioni irrilevanti penalmente".

"La vera malagiustizia – ha concluso – non è solo la condanna ingiusta, ma il processo come pena, anche quando finisce con un'assoluzione. I casi sono molti più di quanto emerga dalle statistiche ufficiali. Non parliamo solo di errori clamorosi, ma di vite sospese per anni tra indagini, processi e assoluzioni tardive. E le cause sono varie: automatismi nelle indagini preliminari, uso eccessivo di intercettazioni e misure cautelari, scarsa cultura del dubbio nella fase iniziale del procedimento"

ASI precisa: la pubblicazione di un articolo e/o di un'intervista scritta o video in tutte le sezioni del giornale non significa necessariamente la condivisione parziale o integrale dei contenuti in esso espressi. Gli elaborati possono rappresentare pareri, interpretazioni e ricostruzioni storiche anche soggettive. Pertanto, le responsabilità delle dichiarazioni sono dell'autore e/o dell'intervistato che ci ha fornito il contenuto. L'intento della testata è quello di fare informazione a 360 gradi e di divulgare notizie di interesse pubblico. Naturalmente, sull'argomento trattato, il giornale ASI è a disposizione degli interessati e a pubblicare loro i comunicati o/e le repliche che ci invieranno. Infine, invitiamo i lettori ad approfondire sempre gli argomenti trattati, a consultare più fonti e lasciamo a ciascuno di loro la libertà d'interpretazione

Continua a leggere