(ASI)Terni – Nel corso del direttivo provinciale dei metalmeccanici UGL, svoltosi nei giorni scorsi, è emersa con forza la preoccupazione per la situazione economica e industriale del territorio ternano e per le scelte adottate dalla nuova politica regionale.
«Si torna a tartassare aziende, lavoratori e cittadini con aumenti delle tasse: un offesa monumentale e ingiustificata verso i lavoratori». Così il direttivo UGL Terni commenta duramente la manovra regionale, dopo mesi di attesa e di promesse elettorali all'insegna del cambiamento. Un cambiamento che, nei fatti, appare però profondamente negativo: l'unica vera novità introdotta sembra essere "più tasse per tutti". Un autentico scandalo costruito su promesse disattese e incapacità amministrative. prosegue l'UGL – l'industria ternana attraversa uno dei momenti più complicati degli ultimi anni: produzione in affanno e prospettive industriali incerte. Mentre il lavoro manca, i giovani continuano a fuggire da Terni, costretti ad andare via per costruirsi un futuro che qui non viene più garantito». L'unico segnale di tenuta proviene dall'industria siderurgica AST di Terni, ma ad oggi si è ancora in attesa della convocazione dei firmatari dell'Accordo di Programma. Un accordo che non è stato ancora chiarito nei suoi contenuti e che i lavoratori attendono di conoscere. «Gli investimenti annunciati e in parte già messi a terra – sottolinea il Segretario UGL Daniele Francescangeli – possono rappresentare una svolta per Terni solo se accompagnati da garanzie precise: occupazione stabile, diritti, sicurezza e qualità del lavoro fatto di confronto paritetico» soprattutto per l'indotto. Di fronte a questo scenario, l'UGL si interroga sul ruolo delle istituzioni locali: «Dove sono le scelte strategiche? I piani di sviluppo? La difesa del territorio? Il silenzio è forte ». Il sindacato CHIEDE ALLA politica: «Dove sono i nuovi investimenti annunciati? Ad esempio dove sono le verticalizzazioni nel settore dell'acciaio, come l'acciaio "magnetico" e nell'automotive, più volte presentate come la svolta per il territorio! Dove sono le grandi infrastrutture e i collegamenti, fondamentali per rendere Terni attrattiva per imprese e investitori?». L'UGL Terni richiama inoltre l'attenzione su un fenomeno ormai strutturale: il lavoro precario. Ci vengono riferiti di lavori sempre meno retribuiti, mentre intere generazioni restano intrappolate in contratti fragili, discontinui e sottopagati, con poche prospettive e senza futuro. Secondo l'UGL, le istituzioni locali stanno perdendo un'occasione storica: «Invece di aumentare le tasse, sarebbe stato necessario investire seriamente in politiche industriali moderne, su filiere produttive integrate, su incentivi mirati e su contributi capaci di attrarre investimenti e valorizzare i giovani come vere leve di sviluppo» – inoltre il direttivo – non condivide l'atteggiamento di chi tenta di scaricare ogni responsabilità solo sul Governo centrale. «Come UGL Terni non possiamo restare in silenzio di fronte a scelte politiche che colpiscono famiglie, giovani e imprese. Dopo mesi di governo territoriale, questo sarebbe il "nuovo corso"? Tornate ad ascoltare i lavoratori. L'UGL è pronta a un confronto serio e costruttivo».


