Stefano Valdegamberi (Lega) Consigliere Regione  Veneto: “Subito la liberazione del Metropolita Arseny. La libertà religiosa non può essere sacrificata”

(ASI) Il Consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi esprime profonda preoccupazione per la detenzione del Metropolita Arseny, abate del Monastero della Santa Assunzione di Svyatogorsk (regione di Donetsk), arrestato il 24 aprile 2024 dal Servizio di Sicurezza dell’Ucraina.

Il Metropolita Arseny è stato accusato di aver “diffuso informazioni sui movimenti, gli spostamenti o la posizione delle Forze Armate dell’Ucraina”, un reato che prevede una pena fino a otto anni di reclusione. L’accusa fa riferimento a un sermone pronunciato nel settembre 2023, nel quale il religioso si era limitato a lamentare la presenza di posti di blocco militari nella zona di Kramatorsk, che avevano impedito a numerosi pellegrini provenienti da altre regioni di raggiungere il monastero.

Dopo l’arresto, il Metropolita è stato detenuto prima a Sloviansk e successivamente trasferito a Dnipropetrovsk. Il Tribunale ha finora respinto sistematicamente tutte le richieste della difesa volte all’applicazione di misure alternative alla custodia cautelare, nonostante le gravissime condizioni di salute dell’uomo, affetto da seri problemi cardiaci e bisognoso di un intervento chirurgico urgente.

«Siamo di fronte a un caso che solleva interrogativi inquietanti sul rispetto dei diritti fondamentali e della libertà religiosa – dichiara Valdegamberi –. La detenzione di un’autorità religiosa anziana e gravemente malata, per affermazioni che rientrano nella normale espressione pastorale, appare sproporzionata e inaccettabile».

Il Metropolita Arseny è una figura ampiamente conosciuta e rispettata in tutta l’Ucraina orientale. Nonostante le forti pressioni delle autorità di Kiev, numerose voci in sua difesa si sono levate anche all’interno della società ucraina: personalità pubbliche, politici, organizzazioni religiose e migliaia di fedeli che partecipano alle udienze per manifestare solidarietà al sacerdote.

Questo caso, sottolinea Valdegamberi, si inserisce in un quadro più ampio di discriminazione e persecuzione nei confronti dei fedeli della Chiesa Ortodossa Ucraina canonica, che comprende il sequestro di luoghi di culto, l’arresto di decine di sacerdoti e la messa al bando della Chiesa stessa tramite decisione parlamentare.

A confermare la gravità della situazione è intervenuto anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, che in un rapporto ufficiale ha definito tali misure “non conformi alla legislazione internazionale”, in quanto rappresentano “una grave restrizione della capacità degli individui di praticare il proprio credo” e prive dei requisiti di necessità e proporzionalità.

«Colpisce il silenzio quasi totale dell’opinione pubblica e dei media europei e italiani – prosegue Valdegamberi –. Evidentemente questi fatti stonano con la narrazione dell’Ucraina come modello irreprensibile di democrazia che si vuole imporre al pubblico».

Alcune prese di posizione critiche sono arrivate dagli Stati Uniti. Nell’aprile 2024 l’attuale vicepresidente J.D. Vance, allora senatore dell’Ohio, ha denunciato duramente al Senato la repressione nei confronti dei cristiani ortodossi in Ucraina, definendola “una vergogna”. Posizioni analoghe sono state espresse da Vivek Ramaswamy e dal giornalista Tucker Carlson. Dal 2023 la Chiesa Ortodossa Ucraina è inoltre rappresentata legalmente dall’avvocato americano Robert Amsterdam, noto per il suo impegno internazionale nella difesa dei diritti umani e promotore del sito savetheuoc.com.

«Chiedo alle istituzioni italiane ed europee di intervenire con urgenza – conclude Valdegamberi – per ottenere la liberazione immediata del Metropolita Arseny e per garantire il rispetto della libertà religiosa in Ucraina. I diritti umani non possono essere subordinati a interessi geopolitici o a logiche di propaganda». Così in una nota il Consigliere regionale del Veneto Stefano Valdegamberi.

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