Venezuela, Patuanelli (M5S): giustificazioni peggiori del silenzio

(ASI) “Forse, davvero, era meglio restare in silenzio. Perché giustificare un’azione militare parlando di narcotraffico e “difesa preventiva”, senza nemmeno sfiorare il tema dei più grandi giacimenti petroliferi del pianeta, significa chiedere al Paese un atto di fede.

Come credere che un intervento armato in Venezuela nasca per puro spirito filantropico, per caso proprio sopra un mare di petrolio.

Il messaggio della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prova a tenere insieme tutto: condanna formale, comprensione sostanziale, legittimazione politica.

Il risultato, però, è un esercizio di equilibrismo retorico che finisce per normalizzare un’aggressione, purché compiuta dall’alleato giusto e raccontata con le parole giuste.

Qui non siamo davanti a una favola di buoni e cattivi. E spacciare il petrolio per un dettaglio marginale è come credere che la pioggia cada per colpa degli ombrelli.

A volte il silenzio è imbarazzante. Ma certe giustificazioni lo sono molto di più”. Lo scrive sui social il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli.

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