Venezuela, Barbera (PRC): "No all'aggressione degli Stati Uniti. oggi presidio sotto l'Ambasciata USA

(ASI) " Rifondazione Comunista ha promosso per oggi alle ore 17.00 un presidio sotto l'Ambasciata degli Stati Uniti, a Roma in via Bissolati, angolo via San Nicola da Tolentino, per condannare con forza l'aggressione degli Stati Uniti contro il Venezuela.

Il presidio, promosso da Rifondazione Comunista, è aperto a tutte le realtà politiche, sociali e associative e a tutte le cittadine e i cittadini che intendono esprimere una netta condanna di questo atto criminale e la propria solidarietà al popolo venezuelano.
"Quella messa in atto dagli Stati Uniti – dichiara Giovanni Barbera, segretario della Federazione Romana di Rifondazione Comunista e membro della Direzione nazionale – non è un'azione diplomatica né tantomeno un intervento "per la democrazia": è una operazione da gangster, un atto di pirateria internazionale che calpesta ogni principio di diritto e di sovranità nazionale".
"l rapimento del Presidente Maduro rappresenta un salto di qualità gravissimo nella strategia imperialista statunitense in America Latina. Un precedente pericolosissimo, che riporta il mondo alle pratiche più oscure del colonialismo e della guerra fredda, fatte di colpi di mano, sequestri e imposizioni con la forza".
"Chiediamo con forza – prosegue Barbera – che il Governo italiano condanni immediatamente e senza ambiguità questa brutale aggressione. Il silenzio o le mezze parole renderebbero l'Italia complice di un crimine internazionale. Non è accettabile che, in nome dell'atlantismo e della sudditanza a Washington, si legittimi un atto che viola apertamente il diritto internazionale e la Carta delle Nazioni Unite".
"Con il presidio di oggi – conclude – ribadiamo il nostro no alla guerra, all'imperialismo e alla legge del più forte, e affermiamo il diritto dei popoli a scegliere liberamente il proprio destino, senza ricatti, senza sanzioni e senza aggressioni militari, per un ordine internazionale fondato sulla pace, sulla cooperazione e sul rispetto del diritto internazionale".

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